La grande truffa dell’asilo

Apr 29 • Dalla Svizzera, L'opinione, Prima Pagina • 658 Visite • Commenti disabilitati su La grande truffa dell’asilo

Roger Köppel Redattore capo Die Weltwoche

Roger Köppel
Redattore capo
Die Weltwoche

Dalla Weltwoche del 21 aprile 2016 un eccellente editoriale di Roger Köppel

Centinaia di migliaia aspettano in Nord Africa. La pressione migratoria via Mediterraneo sulla Svizzera sta di nuovo aumentando. Berna fornisce ricette inadatte. Dobbiamo sbarrare le nostre frontiere all’immigrazione illegale e rafforzare l’aiuto ai profughi in loco. 

 

La grande truffa dell’asilo non è più sopportabile. La politica e i media ingannano la gente. La scorsa settimana ho letto che il numero dei rifugiati alle frontiere svizzere sarebbe «sensibilmente in calo». Rispetto all’ultimo trimestre dell’anno scorso, ci sarebbero meno passaggi della frontiera, esultava un altro giornale. Ma i giornalisti sono ancora coscienti delle assurdità che diffondono? In realtà, le cifre aumentano massicciamente. Se confrontiamo il primo trimestre del 2015 con il primo trimestre del 2016, abbiamo oltre l’80% in più di richieste l’asilo, 8315 contro 4489. E i mesi veramente intensi arrivano solo adesso.

 

Truffa organizzata dall’autorità

La truffa inizia già con i termini. Che cos’è un «profugo»? Un profugo è una persona che nella sua patria è minacciato nella vita e nell’integrità fisica a causa di caratteristiche personali fortuite quali il colore della pelle, la religione o l’opinione politica. Erano veri profughi gli Ebrei perseguitati dai tedeschi durante l’ultima guerra mondiale. Oggi lo sono, per esempio, le minoranze cristiane perseguitate dagli assassini islamisti dell’ISIS, nei territori da quest’ultimi occupati nel Vicino Oriente. Veri profughi erano pure i cristiani armeni che, alla fine della prima guerra mondiale, furono massacrati dai Turchi e dai Curdi nelle marce di distruzione. I veri profughi hanno diritto all’asilo.

 

«Profugo» è un termine giuridico esattamente definito. Non ogni persona che, in difficoltà, lascia il suo paese è un profugo. Quando la gente semplicemente emigra, parliamo di migranti. Quando non dispone di documenti ufficiali per andare in un altro paese e, ciononostante, vi va, parliamo di migranti illegali. Anche chi scappa da una guerra, dal punto di vista giuridico, non è un vero profugo ai sensi citati sopra. Li si definisce persone bisognose di protezione. Non ricevono asilo, ma protezione temporanea. Un’infima parte di coloro che oggi giornalisti e politici definiscono forfettariamente «profughi», lo è davvero in senso giuridico.

 

Ma anche fra chi scappa da una guerra bisogna fare attenzione. Durante l’ultima guerra mondiale, la Svizzera accolse temporaneamente oltre centomila Polacchi bisognosi di protezione. Questi disertori e migranti di guerra si poterono salvare nell’ultimo paese del centro Europa non ancora occupato dalle truppe tedesche. Ma i fuggitivi dalla guerra di oggi viaggiano per migliaia di chilometri e attraverso degli Stati sicuri. Salvi lo sono già da tempo. Per loro si tratta di ottenere dei vantaggi economici. Dei fuggitivi di guerra che provengono da Stati dai quali non ci sono più motivi per scappare, dal punto di vista giuridico non sono più dei fuggitivi di guerra. L’asilo non è una licenza per stabilirsi liberamente in qualsiasi parte del mondo. 

 

Veri e falsi Siriani

L’anno scorso sono arrivati in Europa circa 1,3 milioni di migranti illegali. Di questi, circa 600’000 sarebbero siriani. Sarebbero, perché la maggior parte di questi Siriani non aveva su di sé documenti o aveva documenti falsi, come riporta l’Agenzia europea di sorveglianza delle frontiere Frontex nel suo ultimo rapporto. Quasi tutti questi presunti Siriani provenivano dalla Turchia, dove parte di loro aveva vissuto per anni in sicurezza. Questi autentici o presunti Siriani non sono venuti in Europa per chiedere protezione dalla guerra, bensì perché cercavano il loro vantaggio personale nei generosi Stati assistenziali dell’UE.  Per quanto le loro motivazioni possano essere comprensibili, ciò non autorizza i migranti illegali  ad abusare delle nostre leggi sull’asilo per ragioni economiche. Se gli Stati UE prendessero sul serio le loro leggi sull’asilo, dovrebbero respingere i migranti illegali.

 

Attuazione autonoma dell’assurdità

La Svizzera pratica l’attuazione autonoma della miseria europea in materia d’asilo. Nessuno è un autentico profugo o una persona bisognosa di protezione in fuga da una guerra, provenendo da uno Stato terzo sicuro. La Svizzera è circondata unicamente da Stati terzi sicuri. Era un’altra cosa durante l’ultima guerra mondiale, quando era attorniata da potenze che seminavano terrore e guerra. Allora era possibile che approdassero alle frontiere svizzere dei perseguitati di guerra e degli autentici profughi. Oggi è impossibile. Tutti i migranti illegali che provengono via terra chiedendo asilo alle nostre frontiere, non hanno per definizione diritto all’asilo, perché provenienti da Stati terzi sicuri. Non può esserci diritto d’asilo in Svizzera, arrivando via terra! Questa è una norma vincolante del nostro diritto d’asilo, presente nell’accordo di diritto internazionale sui rifugiati sottoscritto a Dublino. Si possono criticare questi obblighi legali, ma non li si possono arbitrariamente ignorare.

Il fatto che gli Stati con noi confinanti lascino passare o non registrino i migranti, non dà a quest’ultimi alcun diritto giuridico alla protezione o all’asilo in Svizzera. Al contrario, sarebbe dovere delle autorità rifiutare l’entrata di questi migranti ai confini, rinviandoli agli Stati di transito che non ottemperano alle loro responsabilità.  

Io non rimprovero ai migranti di tentare di sfruttare a proprio vantaggio il caos esistente nel settore dell’asilo in Europa. È colpa dei governi se il diritto d’asilo viene scardinato. Non i conflitti nel Vicino Oriente o in Africa causano la migrazione dei popoli, bensì l’offerta di frontiere aperte . In Nord Africa più di 500’000 migranti attendono un passaggio – via Italia – verso la Svizzera o l’Europa.

 

­Afghani dalla Germania

In nessun caso si deve evincere da quanto detto che oggi la Svizzera non possa e non debba più accogliere i veri profughi o gli autentici perseguitati di guerra. Significa semplicemente che via terra non si può più ricevere asilo in Svizzera. Lo scorso anno, il numero di asilanti afghani in Svizzera ha subito un balzo di oltre il 900%. Gli Afghani erano dapprima in Germania, dove non garbava loro la lentezza della procedura d’asilo. Sono venuti in Svizzera, sperando in un’accoglienza più veloce, come emerge dall’ultimo rapporto della Segreteria di Stato alla migrazione di Berna. Obiezione: il nostro diritto d’asilo non è stato inventato perché negli altri paesi le procedure d’asilo duravano troppo. Il nostro diritto d’asilo non è nemmeno stato fatto per persone che, grazie all’aiuto di passatori criminali, viaggiano per migliaia di chilometri attraverso un’innumerevole quantità di Stati sicuri, per finalmente arrivare in Svizzera senza un regolare permesso di lavoro a cercare il loro personale vantaggio.

 

Espropriazioni, avvocati gratis

I fatti rendono chiaro perché il dipartimento preposto alla migrazione guidato dalla consigliera federale Sommaruga e dal segretario di Stato Mario Gattiker, si trovi nel marasma. Ambedue commossi dal Terzo mondo, che con rigore si sono opposti e si oppongono a qualsiasi inasprimento della legge sull’asilo, sbagliano direzione. Non pensano assolutamente a come si potrebbe impedire l’attraversamento delle frontiere ai migranti illegali. Le loro energie sono dedicate all’estensione dell’infrastruttura d’accoglienza della Svizzera. E con la prevista revisione della legge sull’asilo, questa politica sbagliata verrebbe ulteriormente consolidata. La Confederazione vuole poter espropriare cantoni, comuni e privati per insediare nuovi centri d’asilo: ancora più posto per falsi profughi. Sarebbe una violazione dei nostri diritti fondamentali. I migranti illegali poi, dovrebbero anche ottenere incondizionatamente degli avvocati gratis. Gli Svizzeri sarebbero così trattati peggio degli asilanti.

Come può la Svizzera continuare la sua tradizione umanitaria nelle succitate circostanze? La risposta non è per niente difficile. Primo: bisogna introdurre immediatamente dei controlli sistematici alle frontiere. Controlli sistematici alle frontiere significa che le guardie di confine bloccano tutti i migranti illegali all’accesso, rimandandoli immediatamente agli Stati sicuri confinanti o di transito dai quali provengono. Fintanto che in Europa non c’è guerra e che la Svizzera è circondata da Stati pacifici, non può più esserci asilo per chi proviene via terra. Questa non è una pretesa esagerata, ma solo l’applicazione della legge vigente.

Secondo: la Svizzera concentra il suo aiuto allo sviluppo miratamente sull’aiuto e la protezione di persone nelle regioni colpite dalla guerra. Invece di buttare centinaia di milioni direttamente nelle casse statali di regimi africani corrotti, come per esempio in Burkina Faso, la Svizzera dovrebbe dirottare questo denaro sui campi profughi dell’ONU e su infrastrutture delle opere assistenziali come la Croce rossa internazionale. Nessuno che sia veramente minacciato deve essere obbligato a viaggiare per migliaia di chilometri. È incredibile che questo modo d’agire non sia da noi già da tempo adottato.

 

Bloccare le frontiere e aiuto sul posto

La terza richiesta è: la Svizzera può – in accordo con le organizzazioni internazionali – prelevare dei contingenti di perseguitati di guerra direttamente dai campi, assicurando loro la protezione a tempo determinato. Nei campi ONU si chiarirebbe preventivamente chi , in nessuna circostanza, può tornare al suo paese perché ivi minacciato nella vita e nell’integrità fisica conformemente alla Convenzione di Ginevra. A questa accoglienza di veri rifugiati, la Svizzera potrebbe partecipare generosamente. Quando, ciononostante, dei migranti illegali entrassero e fossero scoperti, questi potrebbero – a seconda della loro nazionalità – essere rinviati nella loro patria o nei campi profughi. Le difficoltà che ne potrebbero nascere non sono un argomento contro questo concetto. Chi arriva direttamente in Svizzera per via aerea, può essere controllato nell’aeroporto. E le richieste d’asilo legali saranno evase.

Con queste semplici misure si porrebbe immediatamente fine al caos incoraggiato dalle autorità nel settore dell’asilo. È determinante, oltre all’aiuto mirato sul posto, il rigoroso blocco delle frontiere nazionali all’accesso di falsi e illegali asilanti. Ciò è possibile. Gli Austriaci e gli Svedesi forniscono dei modelli utilizzabili. Gli Scandinavi riescono a intercettare i migranti illegali già alle loro frontiere nazionali.

Bloccare le frontiere e aiutare sul posto: questa è la moderna formula magica dell’asilo. L’attività criminale dei passatori crollerebbe. Nessuno paga decine di migliaia di franchi per traversate senza speranza. Nelle regioni in crisi, solo chi è veramente minacciato confluirebbe nei campi. La Svizzera potrebbe continuare ad attingere veri profughi e persone bisognose di protezione da questi campi. Sarebbe la via più ragionevole. Quanto ci vorrà ancora, affinché la ministra di giustizia Sommaruga riesca a scorgere l’evidenza?    

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