La giornata delle donne, l’Islam e il PS

Mar 10 • Lettori, Prima Pagina • 121 Views • Commenti disabilitati su La giornata delle donne, l’Islam e il PS

Giorgio Ghiringhelli, Losone

L’8 marzo è la giornata delle donne. Per l’occasione il PS ha indetto una manifestazione a Bellinzona a favore dei diritti delle donne e contro le disuguaglianze. Un’ottima cosa!

Nel comunicato diffuso dal PS si legge pure che “la parità è iscritta nella Costituzione da quasi 40 anni, eppure i partiti borghesi e di destra, composti principalmente da uomini, ostacolano sistematicamente le misure concrete a favore della parità”.

Visto che i valori della nostra Costituzione, fra cui la parità dei sessi e la libertà di religione, stanno  giustamente a cuore al PS, v’è però da chiedersi come mai a livello europeo i partiti dell’area rossoverde si danno un gran daffare per spianare la strada , anche spalancando le porte  a un’immigrazione di massa  al 90% di matrice islamica e in gran parte di sesso maschile , all’avanzata dell’Islam, ossia di una religione (che in realtà é un’ideologia politica totalitaria di stampo fascista travestita da religione) assolutamente incompatibile con la nostra Costituzione, con la Carta europea dei diritti dell’uomo e con la democrazia .

L’Islam non solo è la religione più misogina e discriminatoria verso le donne che sia mai apparsa sulla faccia della terra, ma è anche la religione che incita all’odio e alla persecuzione contro tutti i non musulmani (chiarificatori sono a tal proposito i versetti 5 e 9 della Sura 9 del Corano)  e la religione che condanna a morte i musulmani che vogliono cambiare religione o proclamarsi atei.

Eppure, malgrado queste evidenze, anche in Svizzera il PS e i Verdi si distinguono per la loro sottomissione acritica all’Islam. Basti pensare che nel 2015 tutti i deputati rossoverdi del Consiglio nazionale avevano votato contro la concessione della garanzia federale all’iniziativa costituzionale antiburqa approvata dal popolo ticinese. E basti pensare alla proposta del presidente del Partito socialista svizzero, Christian Levrat, di ufficializzare la religione islamica mettendola sullo stesso piano di quella cattolica e protestante

E poi ci si chiede perché in tutta Europa (l’ultimo esempio vien dall’Italia) i partiti di sinistra stanno subendo “legnate” elettorali. Anche molte donne socialiste hanno lasciato il partito a causa della sua compiacenza verso una religione che discrimina le donne e costituisce un pericolo per la democrazia. Una di queste è la giornalista-scrittrice ginevrina Mireille Vallette, che qualche anno fa aveva restituito la tessera del PS fondando poi nel 2015, e presiedendo da allora,  l’Associazione Svizzera Vigilanza Islam che si propone fra l’altro di proteggere la Svizzera dall’islamizzazione.

Quindi fa bene il PS a scendere in piazza a manifestare per i diritti delle donne e contro le disuguaglianze, ma ai miei occhi perde ogni credibilità quando poi fa finta di non accorgersi che nel mondo vi sono milioni di donne musulmane che devono subire ogni sorta di discriminazione rispetto agli uomini, i quali le obbligano pure a indossare vestiti informi e a coprirsi il capo e a volte anche il volto con veli vari (Corano 4:34 : “Gli uomini hanno sulle donne autorità per la preferenza che il Dio ha concesso al maschio sulla femmina, e a causa di ciò ch’essi hanno speso per loro delle sostanze proprie. Le femmine che si rispettano sono sottomesse, gelosamente custodiscono l’onore in assenza del marito in cambio della protezione che Dio ha concesso loro. Temete l’infedeltà di alcune di esse? Ammonitele, relegatele sui loro giacigli in disparte, picchiatele: ma se tornano a miti sentimenti d’obbedienza allora basta, va bene così”. E ancora: “Le vostre mogli sono per voi come un campo da arare: aratelo quando lo desiderate” (Corano 2:223).

A queste povere donne musulmane va tutta la mia simpatia. Ai socialisti filoislamici consiglio invece di leggere l’articolo dell’islamologo egiziano Samir Khalil Samir  pubblicato sul sito www.ilguastafeste.ch (sotto il titolo : “la discriminazione della donna nell’Islam”) con una mia prefazione.

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