La dhimmitudine invade il pianeta

Lug 21 • L'opinione, Prima Pagina • 545 Visite • Commenti disabilitati su La dhimmitudine invade il pianeta

Floris de Bonneville  Giornalista, già direttore dell’Agenzia Gamma

Floris de Bonneville
Giornalista, già direttore dell’Agenzia Gamma

Dal portale Internet Boulevard Voltaire, un interessante articolo di Floris de Bonneville

 

L’emiro autoproclamato dello Stato islamico, signor Abou Bakr al-Baghdadi, non deve star più nella pelle. A forza di decapitazioni, d’utilizzare un bambino per un esercizio di tiro, di distruzione di monumenti storici e chiese, è riuscito a creare una tale paura sul pianeta che l’Islam è diventato la massima preoccupazione dei nostri governanti. 

Bill de Blasio, sindaco dhimmi di New York, non ha forse decretato che gli scolari nuovayorkesi non andrebbero più a scuola per rispettare i due giorni sacri all’Islam: l’Aïd el-Fitr e l’Aïd al-Adha? Peggio ancora: Barack Obama, di cui si conosce l’origine musulmana dei suoi avi diretti e il suo nome arabo che significa “benedizione”, si appresterebbe a dichiarare giorno festivo per tutte le scuole degli Stati uniti questa festa del fine Ramadan. E, ciliegina sulla Grande Mela, la parte superiore dell’Empire State Building è addobbata in verde, colore emblematico dell’Islam. Il giornale 20minutes si è affrettato ad annunciare che il grattacielo nuovayorchese viene addobbato di colori diversi per ogni festa religiosa, ma quando si sa che i musulmani non rappresentano che lo 0,6% della popolazione americana, si può legittimamente chiedersi  perché accordare loro tale favore. Soprattutto su un simbolo tanto emblematico come l’Empire State Building, che ha fra l’altro appena perso di nuovo il suo record d’altezza a favore del nuovo World Trade Center che lo supera di 160 metri.

Immaginatevi la Tour Eiffel scintillante delle sue diecimila lampadine, improvvisamente verdi per festeggiare la fine del Ramadan… La signora Hidalgo, che adora rompere il digiuno, ci preparerà l’anno prossimo una tale illuminazione? Dopo l’Empire State Building, immobile mitico di New York, la Torre Eiffel, monumento mitico di Parigi, con i colori dell’Islam?

Meglio ancora: conoscendo il nostro presidente tanto islamofilo quanto americanofilo, ci si può attendere che l’Aid el-Fitr sia dichiarato giorno festivo prima della sua auspicata partenza dall’Eliseo nel 2017.

La dhimmitudine dei nostri dirigenti è a 360 gradi, da Ryad a Washington. Ne viviamo gli effetti ogni giorno che Allah ci concede. L’Islam si sta insediando alla velocità di un TGV. Con un’immigrazione, legale o no, massiccia e incontrollata. Un Islam sempre meno moderato e sempre più arrogante, in quanto le misure prese per controllarne gli eccessi non sono più rispettate. Profusione di donne velate dalla testa ai piedi, veli sulle teste scure di qualsiasi età, pubblicità halal, prodotti halal, manifestazioni comunitariste, profanazioni della bandiera francese, piscine chiuse o “comunitariste”, ecc.. 

Per quanto tempo ancora resteremo passivi? Dovremo un giorno, vista la demografia galoppante fra i non-Europei, accettare la sharia’h? Come usciremo da questo stato di cose? Imporremo finalmente le nostre leggi a coloro che non si sentono francesi?

L’esempio di questo Empire State Building glorificante l’Islam per una notte, non può che portarci alla chiusura più assoluta nei confronti di questa religione che, checché ne dica il signor Boubakeur, non ha che un unico obiettivo: sottometterci al Corano.

A meno che un’onda d’urto non venga a scuotere i nostri deputati attuali e futuri, affinché siano rispettate le leggi della Repubblica francese e che delle disposizioni draconiane di controllo dell’immigrazione siano finalmente adottate da questo Parlamento addormentato… La Francia sarà matematicamente sotto il dominio di una religione che le è estranea, in meno di 50 anni.

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