LA DESTRA (UDC – UDF – Area Liberale) cresce, ma non abbastanza

Mag 2 • Dal Cantone, L'opinione, Prima Pagina • 765 Views • Commenti disabilitati su LA DESTRA (UDC – UDF – Area Liberale) cresce, ma non abbastanza

Gabriele Pinoja Presidente UDC Ticino

Gabriele Pinoja
Presidente UDC Ticino

Poteva sicuramente andare meglio ma, alla luce di come l’attenzione dell’elettorato si è concentrata sul duello Lega PLRT, non lamentiamoci troppo e accettiamo democraticamente il risultato delle urne. Un risultato che, malgrado tutto, ci ha visti crescere e questo, era l’obiettivo principale. La nostra percentuale di voti in Gran Consiglio è aumentata, ma non abbastanza per aumentare anche i seggi, i quali sono rimasti cinque  mancando purtroppo,  per un centinaio di schede, il sesto.

Quale presidente dell’UDC, malgrado ciò, non posso essere particolarmente soddisfatto. A dire il vero mi stupisco quando sento miei colleghi presidenti o coordinatori che, con una diminuzione di consensi del proprio partito o movimento, trovano ugualmente qualche motivo per essere soddisfatti. Da parte mia, nonostante non siamo regrediti, ripeto, non sono soddisfatto. Voglio però ringraziare di cuore tutti coloro che ci hanno sostenuto votandoci sia per l’elezione in Consiglio di Stato sia in Gran Consiglio, nel quale dal 2003 formiamo stabilmente gruppo parlamentare.

Non voglio esprimere oggi giudizi dettagliati sulla nostra “prestazione” elettorale, in quanto sarà oggetto di discussione della prossima direttiva cantonale. Ciò che intendo invece fare è esprimere alcune considerazioni sui risultati di queste elezioni cantonali. Dai risultati per il CdS, come pure per il GC, appare chiaro come l’elettorato si sia spostato verso il centro destra. In governo, con l’elezione del liberale Vitta, probabilmente ci potrebbe essere una maggioranza in grado di affrontare serenamente importanti dossier economici, che da troppo tempo sono arenati nelle sabbie mobili del Dipartimento finanze ed economia. Spero, con Vitta, di avere un DFE più dinamico ed efficiente di quello che abbiamo avuto durante gli ultimi otto anni. Se il nuovo direttore saprà cogliere le giuste opportunità, troverà le giuste alleanze tra i suoi quattro colleghi e potremo affrontare una legislatura politicamente fattiva e risolutiva. Gli altri quattro dipartimenti saranno diretti dagli uscenti. Ognuno di essi avrà sfide importanti da portare a termine  in un periodo congiunturale difficile e particolare nel quale, a una situazione economica ancora positiva, si oppone una situazione nel mercato del lavoro in grosse difficoltà. Prima delle elezioni dicevo che il partito di maggioranza relativa  avrebbe dovuto assumersi la direzione del DFE. Così dovrebbe essere, visto che lo stesso è il più importante e il più coinvolto dagli altri quattro. Anche la soluzione trovata con l’accordo dei cinque ministri è accettabile, a patto che l’on. Vitta mantenga la coerenza dimostrata in passato e le promesse annunciate in campagna elettorale. La Lega, vincitrice in CdS e non perdente in Gran Consiglio, si ripresenta come partito di maggioranza relativa. I primi quattro anni con due ministri su cinque in Governo sono stati d’apprendistato. I ministri uscenti hanno chiesto nuovamente fiducia e il popolo l’ha loro riconosciuta. Nell’interesse di tutti e per il bene del paese, auspico che gli stessi trovino la giusta intesa in Governo e in Parlamento, soprattutto con il loro gruppo parlamentare, al fine di portare avanti una linea politica chiara e coerente. In tal caso non sarà difficile trovare i giusti consensi nel centro destra del Parlamento. Noi , per contro, in Parlamento ci siamo, e ci adopereremo come in passato proponendo costantemente quello che riterremo equo e giusto, opponendoci strenuamente ogni qualvolta lo riterremo necessario, in particolare quando le risoluzioni non siano a favore dell’economia, del ceto medio e del privato cittadino.

PRIMA I NOSTRI, l’iniziativa popolare costituzionale, approderà in Parlamento nei prossimi mesi. In seguito sarà il popolo a doversi esprimere sulla stessa la quale, ricordo, propone importanti modifiche che potrebbero essere le giuste soluzioni per risolvere gli annosi e ormai cronici problemi del lavoro in Ticino.

Mi auguro che tutto il Parlamento prima, e i cittadini poi, possano accettare quanto proposto. Fino a oggi c’è stata molta freddezza e disinteresse all’interno dei partiti nell’affrontare quest’iniziativa. Io spero che, finita la campagna elettorale, durante la quale tutti hanno riconosciuto che questo era ed è  il vero problema, tutti, con molta serenità si uniscano per tentare di risolvere al più presto l’enorme disagio della mancanza di lavoro per  troppi residenti del nostro Cantone.

Incombono le elezioni federali è vero. La campagna elettorale sta per iniziare, anzi è già iniziata. Oltre a ciò, in giugno saremo chiamati a esprimerci su importanti temi federali e cantonali che probabilmente creeranno delle spaccature tra i partiti. Due situazioni che vivremo nei prossimi mesi che non fanno bene all’efficacia parlamentare e tutto arrischierà  di arenarsi , o quantomeno di procedere più lentamente.

Per il bene dei Ticinesi spero che, una volta tanto, gli interessi partitici  non prevalgano sugli  gli interessi dei cittadini.

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