„La democrazia diretta deve essere abolita!“

Ott 21 • L'opinione, Prima Pagina • 412 Visite • Commenti disabilitati su „La democrazia diretta deve essere abolita!“

Un po‘ di umorismo

 

Sei professori che insegnano storia e scienze politiche in università svizzere, si riuniscono in una seduta di crisi. Tema: perché la democrazia diretta in Svizzera non è ancora stata abolita?

 

Prof. 1 al Prof. 2: „Allora, com’è stata la reazione al tuo stupendo articolo recentemente pubblicato sull’anticostituzionalità della democrazia diretta?“.

 

Prof. 2: „Molto buona. Come sempre, grande consenso nell’ambito della nostra cerchia, mentre i colleghi nei tribunali sono ormai già da tempo totalmente d’accordo con noi. Anche la maggior parte dei politici ci segue, tranne ovviamente l’UDC. Solo lo stupido popolo non l’ha ancora capito. Lî sotto sono ancora convinti di poter decidere la nostra politica tramite votazioni popolari“.

 

Prof. 3: „Ma i politici fanno peraltro bene il loro lavoro. Da molto tempo non prendono più sul serio queste decisioni popolari totalmente assurde. Devono sì blaterare per un paio di giorni della presunta volontà del popolo, ma poi agiscono al 100% sulla nostra linea: relativizzano, rinviano e annacquano tutto, oppure rifiutano semplicemente di attuare la volontà popolare. Questa tendenza al boicotto totale possiamo senz’altro considerarla un successo“.    

 

Prof. 4: „Sì, va bene, è tutto vero. Però, questa nefasta democrazia diretta è stata sì nel frattempo ridicolizzata, ma è ancora ben lungi dall’essere abolita come vorremmo noi“.

 

Prof. 5: „Ci vuole ancora un po’ di tempo. L’elettorato si accorgerà, presto o tardi, che le votazioni non servono a nulla. E allora, per mera comodità, vi rinuncerà volentieri. A quel punto avremo effettuato un passo avanti determinante verso il nostro obiettivo. Finalmente, devono essere le nostre élite a decidere i destini del nostro paese, non lo stupido popolo“.

 

Prof. 6: „Sì, però dobbiamo fare in fretta. Non sono tanto sicuro che l’UE e i tribunali europei staranno ancora a lungo a guardare senza reagire le scellerate manovre del nostro popolo. Saremo ancora più criticati a livello internazionale. Presto, i nostri politici e i nostri giudici non saranno più in grado di giustificarsi a Bruxelles e a Strasburgo. Già ora vi effettuano numerosi e continui pellegrinaggi volontari per scusarsi a nome del nostro popolo”.

 

Prof. 2: „Forse dovremmo tentare di far sì che in una delle loro prossime sentenze, i nostri colleghi nel Tribunale federale di Losanna non si limitino solo a boicottare la cosiddetta democrazia diretta nell’applicazione di specifiche norme costituzionali, bensì l’aboliscano del tutto come chiesto da me. I politici – come al solito – seguirebbero senza riserva alcuna una tale sentenza”.

 

Prof. 1: „Riassumo le nostre conclusioni di oggi: noi…“.

 

L’intervento conclusivo del Prof. 1viene interrotto dal cameriere che, durante la discussione dei professori ha servito il caffè e i cornetti, ascoltando involontariamente.  

 

Cameriere: „Scusate, volevo solo chiedere chi di voi pagherà il conto delle vostre consumazioni. Ma, egregi signori, permettetemi un’osservazione. I vengo da un paese straniero, dove il popolo non poteva dire niente. Lì erano delle “menti elette” a decidere i destini del paese – per il bene del popolo, come dicevano sempre. Ma si viveva e si vive ancora oggi in perenne povertà, per questo sono venuto qui. Per sostenere l’esame di naturalizzazione, ho perlomeno studiato un po’ la vostra storia. E questa dimostra chiaramente che la vostra volontà popolare, applicata con coraggio, a volte anche nonostante le pressioni esterne,  non solo vi ha preservato per secoli da gravi danni, ma ha fatto di voi uno dei pochi Stati di successo nel mondo attuale e…”.

 

Prof. 1 (interrompendo il cameriere): „La smetta subito con le sue ciance e non s’immischi in cose che non capisce. E sia chiaro: le consumazioni le addebiti alla Confederazione, sul conto dell’”Ufficio federale di consulenza per una migliore democrazia”.

 

 

Ronco

 

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