La criminalità straniera non esiste

Dic 1 • L'opinione, Prima Pagina • 70 Visite • Commenti disabilitati su La criminalità straniera non esiste

Rolando Burkhard

Perlomeno non può essere resa pubblica. Così vuole il governo rossoverde della città di Zurigo. Infatti, nei comunicati di polizia sui delitti commessi non potrà più essere menzionata la nazionalità del delinquente. Per la protezione generalizzata del circa 25% di stranieri che, in Svizzera, commette più del 50% dei reati e che utilizza praticamente da solo le nostre carceri.

Il motivo? Con la menzione della nazionalità dei criminali stranieri si potrebbero suscitare eventuali sentimenti xenofobi. Si suggerirebbe così che tutti gli stranieri siano criminali e, per amor di Dio, gli stranieri non si possono discriminare.

Questa decisione suscita qualche domanda.

Perché questo “divieto di discriminazione” vale solo per gli stranieri?

Nelle comunicazioni della polizia vengono menzionati, di regola, anche altri dati che potrebbero essere considerati altrettanto discriminatori:

  • Il sesso dei delinquenti: perlopiù, viene detto senza remora alcuna, parlando dell’autore del crimine, che si tratta di un uomo (il che è spesso vero, ma lo stesso vale anche per la criminalità straniera di cui si omette la nazionalità). In questo modo si criminalizzano allora tutti gli uomini nei confronti delle donne e di tutti quelli, oggi sempre di più, che si situano fra i due sessi.
  • L’età dei delinquenti: molto spesso si menziona la vecchia o la giovane età degli autori dei crimini, in particolare quando si tratta di incidenti colposi della circolazione: “Pensionato 82enne travolge un bambino” oppure “19enne beccato dal radar a 123 Km/h nell’abitato”. Si suggerisce così con il comunicato, che gli anziani o i giovani automobilisti siano particolarmente imprudenti o irresponsabili. Conclusione: una crassa discriminazione di tutti quegli anziani o giovani che guidano correttamente.
  • Alcool e droghe: praticamente sempre, nei comunicati, si dice espressamente che il criminale, al momento del reato, era sotto l’influsso dell’alcool. Niente da ridire, tuttavia, in questo modo vengono stigmatizzati tutti i non delinquenti che, del tutto legalmente, hanno bevuto un bicchiere di vino e guidano correttamente. Nota bene: nei processi penali, il consumo di alcool al volante è sempre un’aggravante, mentre quello di stupefacenti vale invece spesso come attenuante!
  • Menzione di professioni e funzioni: nei comunicati stampa della polizia vengono perlopiù menzionate la professione e la funzione dell’autore del reato, come per esempio: “Contabile appicca un incendio al bosco mentre sta grigliando” oppure “Deputato cantonale ha evaso le tasse”. Anche qui, una chiara discriminazione di categorie professionali e di funzionari che agiscono correttamente.

Assolutamente discutibile quindi, che la menzione della nazionalità dei criminali costituirebbe una discriminazione. Per chi, poi? 

La nazionalità dei delinquenti non potrà più essere menzionata, l’appartenenza politica all’UDC invece sempre, va da sé  

Leggiamo poi nei media dei titoli come: “Consigliere comunale UDC stupra sua moglie” o qualcosa di altrettanto strambo. È tuttavia significativo come tale menzione dell’appartenenza al partito venga adottata soprattutto dai media di sinistra solo quando si tratta dell’odiata UDC. Titoli quali “Deputato PS evade le tasse” non si leggono praticamente da nessuna parte, perché giornalisticamente non è né particolarmente “sexy”, né tantomeno auspicato. Qualche eccezione nei pochi media non di sinistra rimasti, conferma la regola.

Tutto sommato, una gigantesca manipolazione mediatica

Con i comunicati ufficiali, perlopiù di autorità rossoverdi e con i servizi che i media di sinistra (SSR inclusa) ne traggono fiorendoli, le cittadine e i cittadini vengono quotidianamente manipolati senza che se ne accorgano più di quel tanto. La pura realtà dei fatti (come per esempio la straripante criminalità straniera) viene rigorosamente taciuta, mentre invece fa i grandi titoli il “politicamente corretto” che tanto piace alla sinistra.

Potrebbe essere una ragione per la quale sempre più gente sta diventando scettica nei confronti della tassa Billag della SSR.

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