La competitività non è ancora assicurata

Apr 6 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 592 Visite • Commenti disabilitati su La competitività non è ancora assicurata

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Le grandi linee della terza riforma dell’imposizione delle imprese che il Consiglio federale ha presentato il 2 aprile 2015, non sono ancora soddisfacenti. Se la Svizzera vuole conservare la sua competitività fiscale, dunque salvaguardare l’impiego e la prosperità, la compensazione dei vantaggi fiscali che i cantoni non potranno più offrire, deve andare ben oltre le proposte del governo. L’UDC saluta nondimeno con piacere l’abbandono del nocivo progetto di un’imposta sugli utili da capitale.  

La Svizzera possiede oggi uno dei sistemi d’imposizione delle imprese più competitivi al mondo. Questa fiscalità ha largamente contribuito a fare della Svizzera uno dei siti economici più attrattivi a livello internazionale. La prosperità degli abitanti della Svizzera e la sicurezza dell’impiego ne sono la conseguenza. Cedendo, come d’abitudine, alle pressioni dall’estero, il Consiglio federale vuole ora rinunciare a un sistema efficace che privilegia fiscalmente le imprese estere e i loro utili, come pure ai regimi fiscali cantonali per le holding, le società di domicilio e le società miste. Questa rinuncia è accettabile solo se compensata da altre misure che garantiscano la competitività del sistema d’imposizione svizzero. L’obiettivo prioritario di tale riforma deve essere obbligatoriamente la difesa, addirittura il rafforzamento della posizione di punta che la Svizzera occupa attualmente nella concorrenza fiscale internazionale. Ma le proposte presentate il 2 aprile dal Consiglio federale non rispondono a questa esigenza. L’unico aspetto positivo è che il governo rinuncia al suo nocivo progetto di un’imposta sugli utili da capitale.  

Nella sua risposta alla procedura di consultazione, l’UDC ha già fatto chiaramente comprendere che la riforma dell’imposizione delle imprese deve andare molto più in là di quanto suggerisce il Consiglio federale. L’UDC invita quindi il governo ad apportarvi i perfezionamenti seguenti, prima di indirizzare il suo messaggio al Parlamento:

  1. L’insieme delle misure proposte dal Consiglio federale deve essere adeguato e ampliato (per es. Licence box il più vasto possibile, imposizione estensiva degli utili dopo deduzione degli interessi, eventuale abbandono dell’imposta sul capitale, introduzione di un’imposta sul tonnellaggio, ecc.).
  2. Il principio di determinatezza deve essere ammorbidito.
  3. Rinunciare agli adeguamenti delle procedure d’imposizione parziale.
  4. Rinunciare ad assumere degli ispettori fiscali supplementari.
  5. Abbassare il tasso d’imposizione sugli utili a livello federale dall’8,5 al 7,5%, per dare un maggior margine di manovra ai cantoni, invece di aumentare la retrocessione del gettito dell’imposta federale ai cantoni.

 

Berna, 2 aprile 2015

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