La brutta faccia dell’Europa

Mag 20 • L'opinione, Prima Pagina • 413 Views • Commenti disabilitati su La brutta faccia dell’Europa

Urs von der Crone
Presidente ds-SVP Tessin

Si ha veramente l’impressione che si tratterà di un divorzio della peggior specie: Inghilterra ed Europa hanno convissuto alla meno peggio per diversi anni, ambedue ne hanno più o meno approfittato. Ma adesso, con la separazione, la Brexit, si fa sempre più dura. Recentemente, il presidente della Commissione UE Jean-Claude Juncker, dopo una cena con Theresa May, si è detto scioccato dal modo con cui l’Inghilterra prospetta l’uscita. Per lei, questa procedura – come del resto quasi tutti i divorzi – è una questione di denaro, di molto denaro. La domanda è soltanto a sapere chi è in debito nei confronti di chi? Apparentemente, Juncker vorrebbe che l’Inghilterra continui a finanziare il suo apparato divoratore di soldi di Bruxelles. Gli ingenui Svizzeri l’hanno dimostrato: anche il nostro paese, quale non membro, paga ogni volta che viene richiesto delle grandi somme alla fallimentare impresa. Ma se invece Juncker, dopo ogni uscita di uno Stato membro, riducesse semplicemente il numero dei posti nella sua sovradimensionata amministrazione?

I paesi del nostro continente hanno l’opportunità di riflettere su che cosa li leghi. Sicuramente non   la pesante e costosa amministrazione di Bruxelles con tutte le sue leggi e prescrizioni. Un’affinità non si trova né nella lingua o nel modo di pensare, né tantomeno in una visione unitaria politica ed economica, bensì semplicemente in un passato comune. Furono i Romani a dare 2000 anni fa alle diverse popolazioni – se con o senza il loro consenso è tutto da vedere – a imprimere la loro impronta. La loro lingua, le loro strutture politiche, le loro leggi, ma anche la loro architettura, entrarono in vigore dappertutto. Grazie alle strutture dell’impero romano, anche il Cristianesimo si diffuse – un’altra affinità comune dei nostri paesi. Nello stesso tempo, gli stessi Romani realizzarono i presupposti affinché ogni regione potesse mantenere gran parte delle sue peculiarità e della propria autonomia. E sono proprio queste individualità e autonomia a essere oggi minacciate dalle istituzioni dell’UE. I negoziati nell’ambito di Brexit sono una grande opportunità per apportare i necessari correttivi e rafforzare di nuovo l’autonomia dei singoli paesi.

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