Jürg Stahl nominato secondo vicepresidente del Consiglio nazionale

Set 20 • Dall'UDC, Dalla Svizzera • 738 Visite • Commenti disabilitati su Jürg Stahl nominato secondo vicepresidente del Consiglio nazionale

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Il gruppo parlamentare UDC ha nominato il consigliere nazionale Jürg Stahl quale candidato alla seconda vicepresidenza del Consiglio nazionale. L’elezione nel plenum della Camera bassa avrà luogo durante la sessione invernale. I parlamentari UDC hanno poi respinto categoricamente l’iniziativa popolare “Economia verde”, come pure il controprogetto del Consiglio federale. Per quanto riguarda l’iniziativa per un’imposta sulle successioni, il gruppo invita le Camere federali a respingere questo nocivo progetto ancora durante questa sessione parlamentare, affinché la votazione popolare possa aver luogo rapidamente. 

Il gruppo parlamentare UDC ha scelto oggi (16.09.2014) il consigliere nazionale Jürg Stahl per la seconda vicepresidenza del Consiglio nazionale. Di professione droghiere diplomato, Jürg Stahl presiederebbe quindi la Camera bassa nel 2017. 46 anni, questo consigliere nazionale zurighese siede al Nazionale dal 1999 ed è membro del comitato del gruppo parlamentare UDC. È pure membro della Commissione della sicurezza sociale e della salute del Consiglio nazionale che ha presieduto nel 2008/2009, come pure della Commissione delle scienze, della formazione e della cultura. Inoltre, Jürg Stahl è presidente dell’intergruppo parlamentare dello sport e consigliere esecutivo di Swiss Olympic.

Le gruppo UDC s’oppone all’iniziativa popolare “Per un’economia sostenibile ed efficiente in materia di gestione delle risorse (economia verde)”, con la stessa determinazione con cui s’oppone al controprogetto indiretto in forma di revisione della legge sulla protezione dell’ambiente. Ambedue i progetti provocano una massiccia sovra-regolamentazione che indebolirebbe l’economia svizzera. Conseguenze: aumento dei costi di produzione e della disoccupazione.

Secondo il gruppo UDC, l’iniziativa per un’imposta sulle successioni lanciata dalla sinistra deve essere sottoposta al popolo il più rapidamente possibile, al fine di ristabilire la certezza del diritto. Il Consiglio degli Stati l’esaminerà ancora durante questa sessione. I parlamentari UDC s’erano già in passato opposti all’unanimità a questa iniziativa. L’introduzione di un’imposta nazionale sulle successioni sarebbe un colpo fatale per l’economia svizzera e causerebbe inoltre un calo delle entrate fiscali dei cantoni e della Confederazione, perché le persone facoltose lascerebbero la Svizzera. Ne seguirebbero presto o tardi degli aumenti d’imposta che andrebbero a colpire tutti ma, in particolar modo, il ceto medio. L’imposizione svizzera dei patrimoni è già oggi elevata in Svizzera nel confronto internazionale. Solo qualche raro Stato membro dell’OCSE applica nel contempo un’imposta sul patrimonio e un’imposta sulle successioni. La maggior parte dei cantoni ha abolito l’imposta di successione per i discendenti diretti, perché questa fiscalità ha dei rilevanti effetti economici negativi. Alla fine, tutta l’economia patirebbe con un’imposta sulle successioni, e con essa tutta la popolazione a causa della perdita di impieghi e dell’aumento delle imposte. Questa imposta è particolarmente nociva per le piccole e medie imprese, spina dorsale dell’economia svizzera, perché ostacola la cessione delle imprese alle generazioni seguenti.

Berna, 16 settembre 2014

 

UDC Svizzera

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