Juncker ha fretta: noi no!

Ott 5 • L'opinione, Prima Pagina • 78 Views • Commenti disabilitati su Juncker ha fretta: noi no!

 

Il “transatlantico UE”, dopo essere andato a sbattere contro gli iceberg Salvini e Orban, sta imbarcando acqua in maniera preoccupante. Intendiamoci, noi non ci strapperemo i capelli nel caso in cui dovesse affondare! Sono altri, semmai, che debbono temere per il loro futuro, qualora il naufragio si verificasse. Finirebbe la cuccagna degli stipendi dorati, dei benefits e delle spese folli. Quindi, l’invito rivolto a noi svizzeri di “fare in fretta” (a suicidarci, per far affondare la nostra libertà e indipendenza?) lo rimandiamo al mittente, con l’invito di andare a quel paese, memori del vecchio adagio che recita: “La gatta frettolosa fa i gattini ciechi”. Siccome non siamo gatti e soprattutto non di marmo, preferiremmo che i nostri “negoziatori”, lasciassero da parte la fretta! Anzi che lasciassero perdere tutto quanto, perché la fregatura è dietro l’angolo e solo Berna non lo ha ancora capito! Citiamo una vera statista, Theresa May: “meglio nessun accordo che uno cattivo!”

Nell’invito – si fa per dire – rivoltoci dal “sommelier” di Bruxelles, ravvisiamo anche una velata minaccia. “Negoziate con me, concludete con me, perché entro un anno non ci sarò più e vedrete!”. Che cosa dovremmo vedere, i sorci verdi? Ma Juncker, ci faccia il piacere! Con questi metodi dittatoriali, c’è il rischio di vedere l’UE andare in frantumi! Gli scricchiolii si fanno sentire con una certa qual frequenza e le elezioni europee del prossimo anno, potrebbero rivelarsi la scossa finale, quella che farà crollare il gigante dai piedi d’argilla! Sai che festa!

Juncker dixit: “Il tempo stringe”. L’unica cosa che stanno stringendo molti popoli di questa fantasmagorica Europa, sono le cinghie dei pantaloni, grazie alla demenziale politica imposta da Bruxelles e dai suoi sgherri, Grecia docet!

Ma i Greci, incomprensibilmente, danno ancora fiducia ad Alexīs Tsipras, spesso a Bruxelles con la lingua a penzoloni. Tra kompagni, ci s’intende e ci si lecca, se poi a rimetterci tocca alla popolazione, vabbè!

A noi Svizzeri – quelli veri – quando andiamo sul prato del Grütli ci viene il magone, perché fatti di tutt’altra pasta. Non tutti, s’intende, perché regalando un passaporto oggi e uno domani, la “svizzeritudine” si sta sciogliendo come neve al sole. Se poi a metterci lo zampino è pure il CF e spesso a sproposito il TF, la perdita di identità è assicurata, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti, almeno di quelli che non hanno problemi né di vista né di udito!

NO, signor Juncker! Noi non abbiamo fretta e nemmeno l’intenzione d’inchinarci al volere dei poteri forti, solo per privilegiare gli interessi di pochi. Semmai, ravvisiamo una certa qual fretta da parte dell’UE, che sembra avere il fiato corto ed essere un tantino nel panico. Magari ci stiamo sbagliando, non siamo dei politologi ma osservatori di come stanno andando le cose e ciò che vediamo non gioca di certo a favore di quell’Europa che dei popoli non è di certo, ma proprietà di magnaccia al servizio di influenti postriboli.

Signor Juncker, dia retta! Nello scendere in cantina per farsi la quotidiana, abbondante bevuta, vada piano! Affrontare i ripidi scalini di fretta potrebbe costarle caro e siccome è in procinto di andarsene in pensione, non esageri con Bacco; il fegato, a una certa età, potrebbe decidere di scioperare! En tout cas, santé!

 

 

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