Italia: perché è surreale parlare di “scambio” tra Iva e cuneo fiscale

Mag 9 • L'opinione, Prima Pagina • 291 Visite • Commenti disabilitati su Italia: perché è surreale parlare di “scambio” tra Iva e cuneo fiscale

Dr. Francesco Mendolia

Al momento le imprese italiane non hanno bisogno di una svalutazione “interna” per essere competitive nel mondo.

Dopo un 2016 positivo ma in tono minore, nei primi due mesi del 2017 le esportazioni italiane ed europee hanno ripreso a correre. Infatti, rispetto al periodo gennaio-febbraio dello scorso anno, le vendite all’estero dei cinque maggiori paesi europei sono aumentate in misura significativa: Spagna più 10,7 per cento, Regno Unito più 7,7, Italia più 7,2, Germania più 6,9. Soltanto la Francia ha deluso, con un modesto più 1,2 per cento che rivela lo scarso dinamismo dell’industria transalpina.

Omissis… Ma, soprattutto, nei primi due mesi dell’anno il made in Italy si è particolarmente distinto sui mercati più difficili, cioè quelli extra UE. Infatti, al di fuori dell’Europa il nostro export è aumentato del 10,6 per cento, cioè più delle esportazioni del Regno Unito (più 10,2), della Germania (più 9,8) e della Francia (più 1,6). Soltanto la Spagna, tra le maggiori economie continentali, ha fatto un po’meglio dell’Italia: più 12,4 per cento. Omissis… I dati dettagliati dell’Istat ci aiutano invece a capire meglio la performance italiana per categorie merceologiche e per paesi di destinazione.

I risultati dei nuovi settori vincenti del made in Italy appaiono perfino più significativi nell’export extra UE: autoveicoli (più 31,4 per cento, sempre nel primo bimestre 2017 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno), farmaci (più 26,6), chimica (più 13,2), a cui si aggiungono anche le buone dinamiche di alcuni settori tradizionali come occhiali, ottica ed elettronica (più 15,1), calzature e articoli in pelle (più 9,7) e alimentari-vini (più 9). Omissis… Emerge la forza industriale manifatturiera del nostro paese. Lo scorso anno l’Italia ha presentato un surplus commerciale con l’estero per i manufatti non alimentari di ben 86,1 miliardi di euro. Ovvero il secondo miglior risultato in Europa dopo il record della Germania e il quinto surplus a livello mondiale

(IL Foglio Marco Fortis 23 Aprile 2017)

 

Attentato a Parigi, attacco a colpi di kalashnikov sugli Champs Elysées

Isis rivendica con un tweet. Morto un agente di polizia, feriti gravemente un secondo agente e un passante, ucciso l’assalitore. Per la polizia si tratta di terrorismo proprio nella notte del dibattito elettorale in vista delle elezioni presidenziali.

Intorno alle 21 sugli Champs Elysées un uomo è sceso da un’Audi 80 sparando deliberatamente contro due poliziotti che si trovavano all’interno della propria auto. Nella breve sparatoria l’assalitore è rimasto ucciso. Morto uno dei poliziotti, un secondo è ferito gravemente ma non sarebbe in pericolo di vita. Questa la ricostruzione fatta dal portavoce del ministro dell’interno.

(Today 20/4/2017)

 

Migranti Europa: 42 974 da inizio anno

Dall’inizio dell’anno sono giunti in Europa, via mare, 42.974 migranti e rifugiati, di cui 962 sono morti. Lo rende noto l’Organizzazione internazionale per le migrazioni. L’85% degli arrivi si registra in Italia (36.703). Anche il più alto numero di morti si conta sulla rotta del Mediterraneo centrale (898). Gli arrivi in Italia superano di oltre 10 mila quelli dello stesso periodo nel 2015 e 2016.

(Zazoom Social News)

 

Lombardia – Roberto Maroni: a ottobre referendum autonomia

Roberto Maroni “Domani in Giunta annuncerò la data del referendum per l’autonomia” della Lombardia. Lo ha detto il presidente della Regione, Roberto Maroni, interpellato dai giornalisti al Salone dello studente. Maroni si è limitato ad aggiungere che il referendum consultivo si terrà “in ottobre“, probabilmente insieme al Veneto: “Oggi sentirò il presidente Zaia e domani annuncerò la data. Devono partire le procedure, abbiamo già fatto la gara per il voto elettronico e il cronoprogramma è chiaro”.

(Zazoom Social News 20/04/2017)

 

Chi gongola e chi teme il voto anticipato voluto da Theresa May

Theresa May ha cullato a lungo l’idea di rispettare la scadenza naturale della legislatura iniziata nel 2015 con David Cameron – ormai un’era geologica e politica fa – ma l’opportunità di capitalizzare i buoni esiti dei sondaggi (il 13 aprile scorso YouGov dava i conservatori al 44% con ben 21 punti di vantaggio sui laburisti) e l’esigua maggioranza monocolore alla Camera dei Comuni, appena 17 parlamentari, le han fatto cambiare idea. L’8 giugno il Regno Unito si appresta dunque a vivere la sua snap election, l’elezione indetta a sorpresa, ma solo dopo che gli MPs ratificheranno la scelta di May, come previsto dal Fixed Term Parliament Act del 2011, l’atto, fortemente voluto dai LibDems di Nick Clegg, che stabiliva la data certa per lo scioglimento del Parlamento.

Non sembrano esserci dubbi sul fatto che la maggioranza dei parlamentari darà il suo assenso al governo e che May, con questa scelta, abbia scelto il meglio per lei, per il suo partito, e, forse, per il paese.

(f! formiche di Daniele Meloni 19/4/2017)

 

 

Euro Sì: dibattito chiuso

Risposta definitiva di 25 Nobel sulla discussione appena aperta (pure dal Sole)

Omissis.. I 25 economisti da Angus Deaton a Eugene Fama, da Jean Tirole ad Amartya Sen, passando per Edmund Phelps e Joseph Stiglitz (un santino degli eurocritici) e includendo Robert Mundell che ha vinto il Nobel proprio per i suoi studi sulle aree valutarie ottimali, hanno idee diverse su tantissime cose. Ma concordano su un punto: l’uscita dall’euro è una boiata pazzesca. Dibattito chiuso. Ora pensiamo alle cose serie.

(Il Foglio Redazione19 aprile 2017)

 

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