Interdizione professionale per i pedofili: qualche puntualizzazione

Mag 15 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Iniziative e referendum • 1049 Visite • Commenti disabilitati su Interdizione professionale per i pedofili: qualche puntualizzazione

Gregor A. Rutz Consigliere nazionale UDC/ZH

Gregor A. Rutz
Consigliere nazionale UDC/ZH

Domenica 18 maggio voteremo sull’iniziativa popolare ”Affinché i pedofili non lavorino più con fanciulli”. In virtù di questo progetto, un delinquente condannato a seguito di un delitto sessuale su bambini o su persone dipendenti (per es. andicappati) perde il diritto di esercitare un’attività professionale o benevola con dei minorenni o con delle persone dipendenti. Questo è esattamente ciò cui mira l’iniziativa – e nient’altro.

Creando volontariamente confusione con delle affermazioni infondate, il Dipartimento federale di giustizia e il comitato d’opposizione tentano di influenzare il dibattito nel loro senso. È quindi importante chiarire la situazione.

1. L’iniziativa è conforme al principio di proporzionalità.

Affermare che l’iniziativa sui pedofili è “la fine della giustizia”, come l’ha definita la consigliera federale Simonetta Sommaruga, è un assoluto nonsenso. Questa iniziativa non limita il margine d’apprezzamento dei tribunali quando si tratta di emettere delle sentenze. Ecco l’unico cambiamento che porta: in caso di condanna per un delitto sessuale su bambini o su persone dipendenti, il delinquente è obbligatoriamente colpito da un’interdizione professionale. Si tratta perciò di una misura volta a impedire la recidività. Questa interdizione professionale concerne unicamente le attività con bambini o con persone dipendenti. Tutte le altre professioni rimangono accessibili ai delinquenti.  

Altri paesi hanno un atteggiamento molto più severo verso i pedofili criminali. Molti di essi applicano la sanzione obbligatoria di un’interdizione professionale. Il codice sociale tedesco vieta inoltre che delle persone condannate per certi reati – in particolare di natura sessuale – siano impiegati per compiti d’assistenza a bambini e adolescenti.

La pedofilia non è guaribile: un pedofilo rimarrà tale per tutta la vita. È quindi importante impedire a delle persone condannate per questo genere di delitti di avvicinare dei bambini, ossia d’avere contatti con delle potenziali vittime, sia nella vita professionale sia nell’ambito di un’attività benevola. Dei delinquenti sessuali che lavorano in istituti per andicappati o in associazioni sportive sono un pericolo permanente.  

2. Gli amori giovanili non sono toccati.

Le affermazioni del comitato d’opposizione concernenti gli amori fra adolescenti sono false. Questi legami non sono toccati dall’iniziativa che mira chiaramente ai delinquenti che hanno abusato di bambini o di persone dipendenti. Il comitato d’iniziativa ha sempre ribadito questo principio e tutti i partiti rappresentati in Parlamento, come pure il Consiglio federale, hanno condiviso questo punto di vista. Questo aspetto potrà d’altronde essere precisato nella legge d’applicazione, se sarà necessario.

La maturità sessuale è attualmente fissata a 16 anni. Essa comporta tuttavia diverse norme d’eccezione. Il Codice penale lascia infatti ai giudici un certo margine di apprezzamento. Gli amori giovanili (fina all’età di 20 anni) non sono punibili secondo il diritto attuale. Per esempio, se un giovane di 17 anni ha un’amica di 14, non rischia una condanna (differenza di soli tre anni). Anche una relazione fra un uomo di 22 anni e una giovane di 17 non è punibile (la donna ha raggiunto la maturità sessuale). Esiste addirittura una norma d’eccezione per un giovane di 19 anni che ha un’amica di 15 (differenza d’età 4 anni, ma il più anziano ha meno di 20 anni). Tutti questi casi non sono quindi toccati dall’interdizione professionale.

3. Le società sportive non hanno costi supplementari.

I timori delle società sportive di dover affrontare una burocrazia eccessivamente pesante con questa iniziativa sono infondati. Queste questioni non sono d’altronde toccate dall’iniziativa, bensì dalla legge che entrerà in vigore nel gennaio 2015. Quest’ultima crea un estratto dal casellario giudiziale speciale per le associazioni, al fine di permettere loro d’informarsi se una persona sia colpita da un’interdizione di esercitare un’attività, d’intrattenere contatti e di accedere a un’area geografica. La protezione dai pedofili è particolarmente importante per le società sportive, per le scuole o per gli asili d’infanzia. Si fa perciò ancora più fatica a capire le organizzazioni attive in questi settori che rifiutano l’iniziativa.  

Questa iniziativa è importante per proteggere meglio i bambini dai pedofili. La protezione dei bambini deve avere la priorità sugli interessi dei delinquenti condannati.

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