Iniziative popolari demonizzate

Mar 20 • L'opinione, Prima Pagina • 601 Visite • Commenti disabilitati su Iniziative popolari demonizzate

Black Rot

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Iniziative UDC: Iniziativa per l’espulsione. Iniziativa d’attuazione dell’iniziativa per l’espulsione. Iniziativa contro l’immigrazione di massa. Iniziativa d’attuazione dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa? Iniziativa per l’autodeterminazione. Cosa ci vuole ancora? Un’iniziativa d’attuazione per l’attuazione dell’iniziativa d’attuazione?

Diversi corifei politici ed esperti di diritto pubblico orientati a sinistra si lamentano della “marea d’iniziative” e preferirebbero mandare subito all’inferno tutte le iniziative dell’UDC. È così stata posta la domanda a sapere se queste iniziative popolari siano veramente tutte utili. La risposta è SÌ. Perché la nostra giustizia all’acqua di rose e i suoi manutengoli in Parlamento e Governo contribuiscono sensibilmente al lancio di iniziative, disattendendo categoricamente la volontà popolare. 

 

Troppe iniziative?

Le iniziative vengono lanciate e riescono quando 100’000 cittadini ritengono che i governanti, per mancanza di basi legali o della non applicazione di leggi esistenti, non possano o non vogliano risolvere dei problemi che il popolo ritiene urgenti. Nel termine di “governanti” includo non solo l’esecutivo, bensì anche il legislativo e addirittura il giudiziario (perché oggi, con le loro sentenze, i tribunali “governano” anche loro in misura rilevante).  

I critici del diritto d’iniziativa si lamentano dell’attuale elevato numero di iniziative. Fanno valere il fatto che il diritto d’iniziativa è stato pensato concettualmente soprattutto per la tutela delle minoranze, ma che oggi viene abusato – in prevalenza, naturalmente, dall’UDC e, altrettanto naturalmente, solo per profilarsi e a fini elettorali. 

Dal punto di vista storico, l’argomento della tutela delle minoranze potrebbe anche starci. Si riferisce però a un tempo in cui era pacifico che la volontà popolare democraticamente espressa a maggioranza nelle urne, venisse anche attuata da parte di governo e tribunali con un’immediata legiferazione e susseguente applicazione delle leggi. 

Oggi è tutt’altra cosa: le iniziative popolari vengono lanciate, riescono e ottengono l’approvazione della maggioranza del popolo, perché quest’ultimo vede, giorno dopo giorno, che la sua volontà non è rispettata. E, di conseguenza, diffida sempre di più dei “governanti”. Dei mandati di legiferare chiari e assegnati tramite volontà popolare, vengono trascurati per anni per poi essere, nel migliore dei casi, annacquati. Delle leggi chiare, o non vengono applicate o sono relativizzate mediante decreti “politicamente corretti” e/o, su pressioni di giudici internazionali di Lussemburgo e Strasburgo, applicate dai tribunali secondo le direttive di “giudici stranieri”.  

Cosicché le iniziativa sono mutate dall’originale tutela delle minoranze a uno strumento per far sì che finalmente si dia di nuovo ascolto alla volontà del popolo espressa democraticamente nelle urne, ossia alla maggioranza del popolo.

 

La radice del male sta nella nostra eurofila “giustizia all’acqua di rose“

Le singole sentenze dei nostri tribunali sono fortemente marcate dall’accentuazione esagerata dei diritti individuali e dalla crassa inosservanza della volontà popolare, rispettivamente dei legittimi interessi nazionali, siano questi politici, economici o, soprattutto, motivati da ragioni di sicurezza. Le direttive trattate come vincolanti derivano perlopiù dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo e ci arrivano tramite la Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) e la Corte di giustizia dell’UE (CGUE). Esse seguono sempre lo stesso modello: i criminali che ricorrono, presentati quali innocui individui, devono essere difesi dal cattivo Stato Svizzera. E così, per esempio, degli stranieri criminali non possono essere espulsi se rischiano che poi non vada loro così bene e se, grazie a un generoso sostegno finanziario, preferiscono – del tutto comprensibilmente – rimanere qui.  

La prassi dei nostri tribunali rende la volontà della popolazione svizzera sempre più simile a una farsa. Le formulazioni sempre più severe scelte tramite iniziative popolari e iniziative d’attuazione, servono unicamente a non lasciare estendere a dimensioni interplanetarie l’arbitrio dei nostri giudici. Il luna park europeo è già troppo esteso e necessita di grandi correttivi.

Il nostro Parlamento federale sostiene la “giustizia all’acqua di rose”

Governo e Parlamento a Berna sbagliano due volte: o non attuano del tutto le chiare iniziative popolari facendo ostruzionismo per anni, oppure adottano semplicemente delle leggi annacquate che non rispettano assolutamente la volontà del popolo. È successo così con l’iniziativa per l’espulsione, nella quale, in un secondo tempo, il Parlamento ha introdotto la “clausola per i casi di rigore”. Il che significa, che qualsiasi giudice avrebbe in futuro il pretesto di decidere, del tutto legalmente, a suo piacimento (ossia in ragione di una precedente decisione della CEDU/CGUE) a favore del criminale straniero e contro la Svizzera.    

 

La conclusione è evidente:

Se Governo, Parlamento e Tribunali attuassero le leggi vigenti nel senso indicato dal popolo, non sarebbero state necessarie, né lo sarebbero in futuro, così tante iniziative popolari dell’UDC per tentare di far applicare e attuare finalmente la volontà popolare. Chi continua a lamentarsi per l’elevato numero di iniziative, accusando l’UDC di “populismo”, farebbe bene a pensarci.

 

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