Iniziativa stop all’immigrazione di massa – è ora di capirla

Gen 27 • Dalla Svizzera • 973 Visite • Commenti disabilitati su Iniziativa stop all’immigrazione di massa – è ora di capirla

Piero Marchesi Vicepresidente UDC Ticino

Piero Marchesi
Vicepresidente UDC Ticino

Martedì 14 gennaio nella sala B del palazzo dei congressi ho avuto il piacere di assistere al dibattito sul tema più in voga di questi tempi. L’evento organizzato dai giovani UDC, dalla sezione UDC di Lugano e da Nuova Patria Svizzera, ha dato la possibilità ai presenti in sala di approfondire i vari aspetti citati nell’iniziativa “Stop all’immigrazione di massa”. Gli schierati per il SÌ, Marco Chiesa (UDC) e Sergio Savoia (Verdi),  hanno saputo mettere in evidenza i molteplici problemi e fenomeni causati dalla libera circolazione e dagli accordi bilaterali che, in particolare in Ticino, sono la principale causa di precariato, sostituzione della manodopera residente e condizioni di lavoro generali critiche. Le distorsioni del mercato del lavoro sono sotto gli occhi di tutti e le difficoltà, soprattutto per i giovani, nel trovare un posto di lavoro in Ticino sono sempre maggiormente messe in discussione. Molte sono state le testimonianze, in alcuni casi anche piuttosto toccanti, da parte di alcuni presenti in sala, che hanno chiaramente espresso la disperazione e lo sconcerto nel fatto di vedersi soffiare il posto di lavoro da parte di frontalieri, i quali possono permettersi di lavorare per stipendi che in Svizzera non permettono di vivere. La Svizzera deve riprendere in mano le redini della propria politica migratoria, istituendo contingenti per le varie categorie di lavoratori. A dipendenza delle necessità dell’economia si potranno accogliere lavoratori esteri in numero maggiore o minore. È un concetto talmente semplice che tutti dovrebbero averlo capito. Invece no! I contrari all’iniziativa, in questo caso Saverio Lurati (PS) e Maurizio Augustoni (PPD), per tutta la serata hanno cercato di controbattere alle palesi  verità espresse da Chiesa e Savoia, con tante idee molto teoriche e poco attuabili. Il salario minimo di 4’000 CHF, la migliore gestione degli accordi bilaterali, le misure fiancheggiatrici, la rinegoziazione di quest’ultime con l’Unione Europea e molte altre idee strampalate espresse in perfetto politichese. Il popolo non crede più a queste promesse fatte da 10 anni a questa parte dai partiti di centro e di sinistra, è ora di passare a soluzioni magari un po’ forti, ma di sicuro efficaci e concrete. Per questo motivo, votando SÌ il prossimo 9 febbraio, il popolo svizzero avrà la possibilità di gestire la propria politica migratoria, garantendo prosperità e soprattutto posti di lavoro, in particolare ai nostri giovani che ne hanno tanto bisogno.

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