Infrazioni a tutta Mirra… pardon, a tutta birra!

Set 11 • Prima Pagina • 1674 Views • Commenti disabilitati su Infrazioni a tutta Mirra… pardon, a tutta birra!

(enm) Siamo sinceri: in tanti casi, la maggior parte di noi rispetta le leggi – in particolare quelle stupide – solo per il timore della sanzione, non perché particolarmente dotato di senso morale. Personalmente, ma credo che parecchi la pensino come me, credo che non avrei alcuna remora ad uccidere un pedofilo, specie se fra le sue vittime si trovasse qualcuno a me caro. Non lo faccio, semplicemente perché finirei in prigione, non perché la legge me lo proibisce. Proprio per questo sono assurdi il buonismo e la perenne ricerca di attenuanti, motivazioni e parziali giustificazioni con cui la “giustizia” viene applicata oggi dai nostri tribunali. Mai un riguardo per le vittime, ma ipergarantismo e magnanimità nei confronti del criminale.

Detto questo, per ciò che riguarda le infrazioni minori – concetto che ritengo applicabile a quelle che non comportano violenza o fatti di sangue – quasi nessuno di noi, credo, non vi è incappato almeno una volta nella sua vita (in particolare il codice della strada: chi non ha mai superato consapevolmente il limite di velocità imposto, solo di quel tanto che basta a non rischiare il ritiro della patente, oppure chi non ha mai parcheggiato la vettura fuori posto perché “tanto è solo per cinque minuti”?). Niente di grave, naturalmente, a condizione che si sia pronti ad assumerne le conseguenze. Ovvio, si spera e si cerca di non essere colti in flagrante ma, se succede, non ci si può appellare all’assurdità o addirittura all’iniquità della legge, o a una sua (non) applicazione condizionata da attenuanti o pseudo giustificazioni. Si paga e basta!

Ora, la scelta di Lisa Bosia Mirra di infrangere la legge sugli stranieri è stata sua, e non deve fregarcene alcunché dei motivi che l’hanno spinta a farlo. E, sono convinto, ad aiutarla nella sua scelta ha avuto un ruolo non insignificante la certezza della mitezza delle conseguenze cui sarebbe andata incontro, specie se politicamente manovrata con abilità. Interrogatorio (inevitabile), rilascio immediato e, se proprio non se ne potrà fare a meno, un decreto d’accusa con pena insignificante e rigorosamente inflitta con la condizionale.

Mi scusino quelle o quelli che hanno definito la Mirra una “eroina”, ma i veri eroi sono semmai quelli il cui ideale li ha spinti a violare la legge in vigore consapevoli di metter in gioco la propria pelle. Eroi sono stati i Guglielmo Tell – se non lui in persona, visto che se ne contesta l’esistenza, quelli che come lui si ribellarono al potere degli Asburgo agli albori della Confederazione -, i Martin Luther King o i von Stauffenberg e compagni, autori dell’attentato a Hitler nel 1944, che infatti (salvo il Tell nazionale, che tuttavia la leggenda vuole che morisse a causa di un altro atto d’eroismo, ossia nel tentativo di salvare un bimbo caduto in un fiume in piena) pagarono con la vita il loro coraggio, non con una chiacchierata con il PM e successivo decreto d’abbandono. Infatti, di regola, gli eroi veri sono perlopiù morti, oppure appartengono al fronte uscito vincente da un conflitto e installatosi saldamente al potere.

Ciò che è inaccettabile quindi, non è tanto la decisione di Lisa Bosia Mirra di infrangere consapevolmente la legge – ancorché inconciliabile con la carica parlamentare – quanto l’apologia di reato praticamente unanime espressa dai ranghi della sinistra. Si fa appello alla non applicazione della legge quarant’anni fa nei confronti del pastore Rivoir che pare avesse fatto immigrare clandestinamente  centinaia di Cileni, si citano frasi di Martin Luther King inneggianti alla legittimità di infrangere le leggi quando sono ingiuste (chi debba definirle tali non lo dicono, a quanto sembra basta l’intuizione femminile della Bosia Mirra), la consigliera nazionale Ada Marra e la presidente della Gioventù socialista Tamara Funiciello esaltano l’operato dell’indagata, la seconda invitando addirittura a seguirne l’esempio. Carlo Lepori porta l’esempio di Paul Grüninger che, durante la seconda guerra mondiale fece entrare parecchi Ebrei in Svizzera falsificando e predatando documenti, sottolineando naturalmente come fu riabilitato alla fine degli anni ’80 e inizio anni ’90. Non tiene conto, evidentemente, il buon Lepori, che fintanto che in vigore ci fu il regime che limitava l’entrata degli Ebrei sul suolo svizzero, Grüninger fu giustamente condannato. La sua riabilitazione fu solo il seguito del fatto che la guerra era finita – e la Germania l’aveva persa – e quindi l’azione di Grüninger acquisiva anche ufficialmente tutti i crismi dell’encomiabilità. Resta però che, al momento dei fatti, quella di Grüninger fu un’infrazione della legge e tale rimane, nonostante che l’evolversi della situazione la renda oggi degna di elogio.

Ma la sinistra non è nuova a queste apologie di reato adattate ai suoi desiderata. Perché, infatti, al Monte Ceneri i socialisti hanno potuto installare un monumento alla memoria dei caduti ticinesi antifascisti durante la guerra civile spagnola? Per la nostra legge, infatti, costoro erano semplicemente dei disertori andati a servire in un esercito straniero – esattamente come quelli caduti per dare una mano a Francisco Franco, cui nessuno, giustamente, s’è sognato di erigere monumenti – e il fatto che siano morti giustificherebbe tutt’al più una targa presso la sede del Partito socialista spagnolo a Madrid, non in Svizzera. Non solo, ma dalla loro non hanno nemmeno il sostegno della storia, perché la guerra civile spagnola fu vinta da Franco, che governò la Spagna legalmente fino alla morte, quando le consegne passarono a Re Juan Carlos.

In conclusione, non nego (seppure un po’ di scetticismo ci sta) la spinta idealista dietro all’agire della deputata in Gran Consiglio, come l’ebbero senza dubbio Paul Grüninger (giustamente condannato a quel tempo) o Rivoir (ingiustamente assolto a quel tempo), ma l’appellarsi a questi casi per esternare comprensione e perdonismo da parte di un partito, è totalmente fuori luogo.

 

Comments are closed.

« »