In Consiglio federale si discute di dimissioni

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Un po‘ di umorismo

Dopo il per nulla inaspettato annuncio del ritiro del consigliere federale Schneider-Ammann, in una recente seduta il Consiglio federale ha discusso sulle diverse dimissioni.

Il presidente della Confederazione Berset dice alla consigliera federale Sommaruga: “Allora, ho sentito con sorpresa che ti vuoi ritirare.“

Sommaruga: „Cooooosaaaaa?“

Schneider-Ammann: „No, quello ero io!“

Berset: „Va bene, lo si sapeva da tempo, ma perché solo a fine 2019?“

Schneider-Ammann: „Voglio prima tranquillizzare i nostri contadini. Con la totale eliminazione della protezione dalle importazioni di prodotti agricoli. Così, per esempio, l’olio di palma dalla Malesia e la carne di manzo dal Brasile saranno molto meno cari per il consumatore. E le esportazioni della nostra industria farmaceutica esploderanno. Con le entrate da queste esportazioni potremo pagare salari nettamente più alti ai nostri contadini di montagna rimasti disoccupati, quando troveranno una nuova occupazione come addetti agli skilift”.

Sommaruga: „Da parte mia, non penso assolutamente di ritirarmi. Vorrei prima assicurare l’asilo in Svizzera a tutta la popolazione eritrea“.

Maurer: „In questo sei già sulla buona strada, il 50% è già fisso, per la maggior parte quali “ammessi provvisoriamente“.

Sommaruga: „Appunto, proprio lì è il problema, manca ancora il restante 50%“.

Berset girandosi verso Doris Leuthard: „Per te la cosa è già chiara. Quando te ne vai?

Leuthard: „Effettivamente, volevo già andarmene dopo la galleria del San Gottardo. Poi, dopo la votazione sulla SSR. Adesso non lo so bene. Mi manca ancora un successo veramente brillante. Avete qualche buona idea? Dovrei statalizzare definitivamente la SSR o promuovere delle autostrade a 8 corsie fra Berna e Zurigo?“.

Berset (a Maurer): „E tu, Ueli ?“

Maurer: „L’ho sempre detto chiaramente: fine 2037 o fine 2041, a dipendenza dalla situazione finanziaria e solo dopo aver reso appetibile al popolo una proposta fiscale così complessa che nessuno ci capisce qualcosa“.

Parmelin: „Anch’io non voglio andarmene subito. Prima vorrei convincere il governo eritreo a introdurre un servizio civile quale alternativa al servizio militare. Così arriverebbero da noi molti meno presunti obiettori di coscienza quali asilanti“.

Berset (a Cassis): „A te, baby-consigliere federale, non chiedo nemmeno. Stai sempre ancora cercando il tuo misterioso tasto reset“.

Cassis: „Il tasto credo di averlo trovato. Vado a Bruxelles e mi sforzerò a convincere finalmente Juncker che l’accordo-quadro secondo le direttive UE è urgentissimo e nell’interesse dell’UE. Un buon lavoro preliminare l’abbiamo già fatto con la promessa del miliardo di coesione e altre cose. Perciò non vorrei ritirarmi adesso: vorrei condividere il giubilo indescrivibile del popolo svizzero quando l’accordo-quadro sarà finalmente cosa fatta.“

Maurer (a Berset): „Bene, e tu, quando ti ritiri?“

Berset: „Solo quando avrò saldamente in mano la questione dei crescenti costi della salute. Penso a un sistema nel quale, con prestazioni mediche eccellenti come quelle attuali, nessuno debba più pagare i premi delle casse malati, come del resto è già il caso oggi per tutti i nostri beneficiari d’assistenza sociale stranieri.”

Parmelin: „E chi pagherebbe?“

Berset: „Nessun problema, azzeriamo il tuo totalmente inutile budget militare“.

 

Il 1° usciere della Confederazione (che ha appena servito il caffè) dice al suo collega: „Ci capisci ancora qualcosa? Che cosa vogliono esattamente, e chi e quando si ritira? E soprattutto: credi che i loro successori faranno meglio?

Il 2° usciere della Confederazione: „Non credo proprio. Quando ci si deciderà finalmente per l’elezione del consiglio federale da parte del popolo?“.

Ronco

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