Immigrazione selvaggia: la quadratura del cerchio di Schengen

Giu 27 • L'opinione • 814 Visite • Commenti disabilitati su Immigrazione selvaggia: la quadratura del cerchio di Schengen

Robin de la Roche ha scritto su Boulevard Voltaire del 23 maggio 2014

Le porte interne della nostra casa non hanno alcuna ragione d’essere chiuse… salvo se le porte e le finestre sulla strada sono aperte.

 

Di fronte ai terrificanti problemi generati dall’immigrazione incontrollata, è giusto auspicare la fine degli accordi di Schengen. In teoria è un’idiozia.

Mi basta una frase per farvi capire: la Romania non è nello spazio di Schengen. Adesso andate a farvi una passeggiata al Louvre, alle galleria Lafayette o a Versailles… Osservate chi è che vi deruba, e vedrete che il problema non è Schengen…

Al contrario, Schengen era, all’inizio, uno dei pochi aspetti positivi della costruzione europea. È quello che permette a noialtri che viaggiamo in continuazione per ragioni professionali, di farlo il più agevolmente possibile.

Schengen, rappresenta le porte all’interno della casa. Sono aperte e tanto meglio. Ci si circola meglio.

Il problema è che ANCHE le porte che danno sulla strada sono aperte. E non è assolutamente ciò che ci si aspettava.

Venite dalla Romania e desiderate entrare in Francia? Vi basta presentare il  vostro “CNP” (Caisse nationale de prévoyance, NdT), la carta d’identità rumena e op! Bine ati venit! (benvenuti! in rumeno, NdT). La sola differenza visibile rispetto a un membro dello spazio di Schengen è che avrete fatto la coda per circa 3 minuti alla “dogana”.

Adesso, siete sempre rumeni, ma desiderate entrare … negli Stati uniti? Coraggio! Lì è tutta un’altra storia. Non solo dovete riempire un incarto chilometrico, ma dovrete pure sostenere un colloquio tête-à-tête inquisitore all’ambasciata. E non è da ridere. Molti sono stati rifiutati.

La soluzione per regolare l’immigrazione dovrebbe logicamente essere molto semplice: applicare di nuovo la politica dei visti all’entrata dello spazio di Schengen. Ma è abbastanza che un paese membro sia un pochino corrotto, perché questo diventi un colabrodo. Per esempio, un funzionario dell’ambasciata di Grecia in Cina era ben noto qualche anno fa…lui da solo era una porta spalancata su Schengen… e la cosa è durata per anni…trasformando la Grecia in un colabrodo per Cinesi… che non restavano poi in Grecia, evidentemente.

Bisogna quindi ripensare Schengen, e ciò passerà probabilmente per dei nuovi controlli alle frontiere interne. Con il mio passaporto biometrico, passo la dogano nello spazio di 30 secondi. Se è il prezzo da pagare per evitare le scorrerie a Parigi, sono d’accordo di sacrificarli questi 30 secondi.

Le porte interne della nostra casa non hanno alcuna ragione di essere chiuse… salvo se le porte e le finestre sulla strada sono aperte.

Robin de la Roche

 

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