Immigrazione : 9 febbraio 2014. Il punto d’inversione è raggiunto

Mar 7 • L'opinione • 759 Visite • Commenti disabilitati su Immigrazione : 9 febbraio 2014. Il punto d’inversione è raggiunto

Dr. Dominique Baettig già consigliere nazionale UDC

Dr. Dominique Baettig
già consigliere nazionale UDC

Da LesObservateurs.ch un’eccellente analisi dell’ex-consigliere nazionale UDC Dominique Baettig (JU)

 

Fine programmata dell’eccesso non democratico, dell’idolatria del PIL e dell’arroganza della casta eurofila.

 

La si sentiva arrivare la bella sorpresa, ed è arrivata. La propaganda mediatica non riusciva più a eludere la massiccia resistenza ticinese (Lega, UDC, Verdi, sinistra del lavoro) alla libera circolazione suicida. La classe politica fatica a convincere in continuazione, con la sua propaganda a tambur battente, coloro che si vedono privati del diritto di dire la loro nella costruzione imposta dall’economia globalizzata, di un mondo radioso a crescita infinita. Solo degli spiriti limitati, retrogradi, isolazionisti e archeo-democratici persistono a non accettare questa conclusione ineluttabile. La Svizzera campagnola, a dimensione umana, radicata, garante del modello di successo federalista e di democrazia diretta non ha voglia di un futuro urbano verde-rosa d’insediamenti di società transnazionali, di cementificazione e di logoramento del sentimento di comune appartenenza. Una maggioranza di cittadini ha indicato di essere stufa dei discorsi sprezzanti dei top manager e di altri grandi padroni della classe economica globalizzata che li trova troppo vecchi, non abbastanza mobili, non sufficientemente flessibili o formati, troppo costosi, troppo radicati, troppo attaccati a questo modello arcaico di democrazia nel quale il cittadino ha ancora l’ultima parola da dire di fronte all’economia. Una maggioranza, inoltre, non crede più alle direzioni sindacali che si sono allineate su questo modello di crescita illimitata e accettano che l’economia scelga i migliori, i più a buon mercato, senza preoccuparsi delle loro responsabilità sociali e locali.

 

È con perfetta cognizione di causa (un’autentica scelta politica affermata), che la maggioranza ha votato, impermeabile agli annunci catastrofici degli ambienti della destra economica e ai discorsi della sinistra dei valori, che considera in modo assurdo il protezionismo e la preferenza nazionale, o anche dei residenti, all’impiego come xenofoba o discriminatoria…

 

Ciò che noi (i vincitori del 9 febbraio, matematicamente ben di più dei soli voti UDC!) ci aspettiamo ora, è la messa in atto dei princìpi rivendicati dall’iniziativa contro l’eccesso nell’immigrazione: tetti massimi, contingenti, preferenza nazionale all’impiego, nuovi negoziati sui nocivi accordi di libera circolazione in un mondo talmente ineguale da trasformarsi in una pompa aspirante che svuota i paesi in difficoltà o ultimi arrivati nell’UE delle loro forze di lavoro, dei loro disoccupati e dei loro delinquenti. La creazione di zone franche potrebbe essere una soluzione pragmatica. Da studiare per il Giura e per Basilea? Bisognerà essere vigili per evitare l’aggiramento di questi princìpi da parte della casta politico-economica attualmente attiva, come lo vediamo con l’iniziativa Minder, con quella per l’espulsione dei criminali stranieri o con l’applicazione dell’iniziativa Weber. L’esclusione dell’UDC dalla discussione su soluzioni pragmatiche è ancora un segno di astio dei perdenti che rifiutano di vedere il fossato fra la popolazione e la classe politica autistica. La classe politica dominante, arrogante, non rappresentante della maggioranza dei cittadini urla, vitupera, minaccia, colpevolizza. È una cattiva perdente, poco democratica e addirittura capace di disinformare consapevolmente, come nel mediocre psicodramma (tempesta in un bicchiere d’acqua tiepida della burocrazia europea) “Erasmo per tutti”, il cui esito dipenderebbe dall’accordo di libera circolazione con la Croazia. Questo costoso accordo self-service di scambio di mobilità è negoziabile in modo più appropriato, se necessario. Erasmo, secondo Huffington Post del 2 marzo cesserebbe ben presto i pagamenti, indipendentemente dalla scelta politica svizzera del 9 febbraio. Basta con le menzogne e con le lezioni di doppia morale.

 

Ancora una volta, l’arrogante classe politica europea ha criticato e minacciato la scelta svizzera, parlato di sanzioni, di misure di ritorsione, espresso minacce ricattatorie. Se la voce dell’integrazione fosse naturale, utile ed equa, non ci sarebbe bisogno d’innervosirsi e di minacciare. L’UE potrebbe fare invidia, sedurre, garantire il perseguimento del modello democratico svizzero. Ma non è il caso e l’eurodittatura mostra tutti i giorni il suo vero volto antiliberale e interventista. In Libia, in Siria e adesso in Ucraina, l’UE è per il colpo di Stato, per la guerra civile, per il rovesciamento delle scelte democratiche. Meglio tenerci fuori dalle alleanze di guerra, dalle guerre civili, dagli interventi armati, dal dominio dell’economia globalizzata su nazioni sovrane. Dio ci salvi dall’influenza dei Fabius, Barroso, Schulz, Montebourg, Cohn-Bendit e di altri arroganti servitori della globalizzazione mondialista. Il popolo svizzero ha indicato la via, dato l’esempio… Sovranisti di tutti i paesi, unitevi… È ora di decolonizzare il nostro immaginario…europeo.

 

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