Il turismo passa dallo stomaco

Set 26 • L'opinione, Prima Pagina, Sport e Cultura • 561 Views • Commenti disabilitati su Il turismo passa dallo stomaco

In alto sopra Maggia dei vecchi vigneti stanno sorgendo a nuova vita. Foto: Rombolau, Azienda vitivinicola Robin Garzoli, Maggia.

Urs von der Crone Presidente ds-SVP Tessin

Urs von der Crone
Presidente ds-SVP Tessin

L’autunno è la stagione dei buongustai, dappertutto in Ticino i ristoranti e i grotti offrono gustose specialità. La caccia porta di nuovo in tavola molte specialità di selvaggina, il vino di quest’anno lascia ben sperare e ci sono più castagne da raccogliere degli anni scorsi. Chi passeggia in queste settimane nelle valli constata che il paesaggio è segnato dalle abitudini alimentari dei nostro avi. I molti terrazzamenti con muri in pietra naturale non sono stati costruiti solo per divertimento, bensì offrono le migliori possibilità di far crescere e maturare l’uva su pendii soleggiati e secchi. Le selve, boschi diradati di alberi di castagne un tempo curati con passione e che per secoli ci hanno dato i loro frutti, sono stati determinanti per assicurare la sopravvivenza della popolazione locale. Anche gli innumerevoli tipi di formaggio degli alpeggi ticinesi sono oggi apprezzate specialità. A quasi nessuno viene in mente che una volta era vitale produrre in proprio questi cibi. Denaro per acquistarli, per buona parte della popolazione non ce n’era. Non è poi passato tanto tempo da quando ai gitanti era proibito raccogliere noci o castagne da portare a casa. Tutti i frutti erano proprietà della popolazione locale.    Il Ticino rurale è ancora oggi un’immagine di abitudini vitali e alimentari del passato che oggi non esistono più. Essa riflette i cibi di generazioni passate e nel paesaggio ticinese si leggono le storie della cucina locale. Il paesaggio che molti turisti apprezzano così tanto in Ticino, rispecchia i menu di una volta ed è creato in gran parte dalla mano dell’uomo. Ne abbiamo distrutto una quantità negli agglomerati e, fortunatamente, non siamo riusciti a modificarlo completamente. Al contrario, giovani vignaioli si occupano di nuovo degli antichi ronchi. Amanti del paesaggio puliscono le selve di castagni e ne coltivano le vecchie buone specie. Quelli che per la popolazione rurale di un tempo erano alimenti di base, oggi vengono preparati in modo raffinato e trasformati in golosità di eccellente qualità.   

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