Il tradimento

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Considerazioni  in margine all’articolo con foto di 3 parlamentari ticinesi sorridenti; CdT del 16 dicembre 2016, a pag. 40, ”Applicare il 9 febbraio: una soluzione sensata.”

 

Ridono, i tre consiglieri liberali alle camere federali, che a Berna durante l’ultima sessione avrebbero come minimo  dovuto sostenere il risultato del massiccio voto ticinese del 9 febbraio 2014; chiari responsi popolari  che negli ultimi anni  vengono per lo più considerati e valutati  da molti parlamentari al livello di curiosi sondaggi d’opinione…

 

Ridono, dopo aver contribuito a tradire il popolo svizzero, dopo aver calpestato la Costituzione, dopo aver stravolto e ribaltato  il voto popolare, dopo aver disprezzato l’ordine democratico…

 

Ridono, dopo aver strisciato vergognosamente ai piedi dell’UE, dopo aver svenduto la libertà e l’indipendenza elvetica ai dispotici balivi e ricattatori europei…

 

Ridono, dopo aver ritenuto che 700’000 immigrati che si sono ammassati in Svizzera dal 2007 – e di cui una minima parte  attiva nella nostra economia – non sono abbastanza, ma che bisogna aprire le frontiere all’invasione insensata e incontrollata in segno di pavida sottomissione al diktat europeo, ora aperto anche alla Croazia, e domani chissà alla Turchia, all’Ucraina, al Pakistan…

 

Ridono i tre signori, fingendo di ignorare  che i 700’000 immigrati hanno contribuito massicciamente a portare  le infrastrutture elvetiche al collasso, con la rete stradale ormai insufficiente,  con i trasporti pubblici e privati congestionati, con l’inquinamento non più sostenibile, con lo sviluppo edilizio caotico e disordinato, sia dal profilo urbanistico che da quello pianificatorio e abitativo, con la cronica insufficienza di asili, scuole, ospedali, case per anziani…

 

Ridono i tre signori e con loro anche alcuni consiglieri federali, ma non per tanto tempo ancora;  la notizia ufficiale e fresca è dell’altro giorno, 20 dicembre:  il consiglio federale, dove vige la concordanza, ha accettato o forse addirittura organizzato segretamente l’intervento di esperti dell’UE quali consiglieri, per manipolare e far in  modo da rendere le decisioni delle camere federali  compatibili  con i dettami di Bruxelles, allo scopo di ribaltare il volere popolare elvetico democraticamente espresso in votazione…

 

Questo gravissimo episodio, signori, equivale al peggior attacco  inferto alla nostra Nazione e alla nostra democrazia da parte di una potenza straniera, un vero attentato,  infinitamente ancor più grave perché orchestrato proprio dalla suprema autorità di governo.

Al proposito la Sommaruga, impacciata dalle rivelazioni di una ministra europea che ne ha certificato l’esistenza, ha balbettato confusamente l’accaduto, cercando invano di convincere la nazione circa l’indipendenza della Svizzera da simili congiure.

Questo vile,  inqualificabile  gesto, corrisponde a uno dei più gravi tradimenti pensabili; un gesto che merita come minimo la destituzione con la macchia del disonore di chi o di coloro che ne sono stati gli artefici,  proprio di coloro che davanti a tutta la nazione hanno giurato solennemente fedeltà alla Costituzione, quali garanti della supremazia del volere del popolo svizzero…

 

Ridono  ancora i tre signori, forse ancora per poco tempo; se ne ricorderanno i Ticinesi al momento opportuno,  quando questi parlamentari chiederanno la fiducia del popolo e lo pregheranno per essere rieletti….

 

Vittorio Pedrocchi, Locarno   

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