Il segreto bancario

Lug 8 • Lettori • 1380 Views • Commenti disabilitati su Il segreto bancario

Ci rendiamo conto di cosa significhi eliminare questo segreto?

Si vuole rendere  OBBLIGATORIA L’ONESTÀ! Ciò sarà possibile solo, quando e se, il progresso tecnologico ci avrà trasformato in fenomeni cibernetici senza contaminazioni di sentimenti egoistici,  ma oggi?

Domanda poco ortodossa, ma assai attuale. Chi è un coglione? Uno che crede che fare sesso sia una sua esclusiva facoltà! Crede di essere più intelligente della Natura. Crede di essere un falco pur essendo un pollo d’allevamento intensivo, non saprà mai cos’è la vita là fuori di quel recinto, che nemmeno vede!

Se si elimina la regola del guadagno, che comprende altri fattori, ossia tutto ciò che chiamiamo “sfera privata”, cadrà tutto il castello che finora ci ha facilitato la vita. Il segreto bancario è un ingranaggio del guadagno, come la disciplina ne è uno della democrazia. Senza l’uno l‘altro muore. Credere che con questo si faccia giustizia e si chiudano le porte della speculazione, è ingenuità.

I banchieri che credono di salvare la loro esistenza accettando questo “diktat” non vedono dove andranno a finire. Finché vivremo con il tarlo del guadagno, non potremo fare a meno di cercare in qualche modo il legno del segreto dove nasconderlo e proteggerlo dalla naturale avidità statale.

È una condizione che forse non risolveremo mai, la stessa dei costi per gli armamenti,  finiti nell’immenso mare dell’ipocrisia! Qui il diktat latita.

Mi si dirà che si deve pur iniziare da qualche parte. Bene. Allora iniziamo dalla fine, dal perché abbiamo, o si è creata senza volerlo, una società il cui motore funziona solo con il guadagno, di soldi, di potere, di cose, ecc., ecc.. Abbiamo un bisogno eccessivo di soldi, mari, non più montagne di soldi. Ed è proprio questa filosofia del guadagno che sta alla base del bene, ma sopratutto del male, dell’epoca in cui viviamo. Inconsciamente diventa una colpa, una parte segreta che vogliamo nascondere alle grinfie dell’avidità degli ALTRI, al governo ladro, per esempio, fatto di esseri che ci assomigliano!

Credete forse che i soldi dell’evasione fiscale, che entreranno nelle casse degli Stati, aggiusteranno i conti e si potrà finalmente vivere senza debiti e conflitti ?

Credete forse che siamo pronti per vivere in un mondo fatto di altruismo e misericordia come sognano le zanzare?

Provate a eliminare un dente di un ingranaggio che fa girare le lancette dell’orologio! Forse potremo farne a meno, ma chiediamoci perché mai abbiamo un’orologio, forse per guadagnare tempo? E perché mai guadagnare tempo? Forse che il tempo è denaro? È forse il denaro che ci fa ricchi? E se sì, quanto ce ne occorre per esserlo veramente? Un detto dice che il bisogno aguzza l’ingegno, oggi possiamo affermare che l’ingegno ha vinto. Ora però dobbiamo definire cos’è il bisogno.

Chi sa accontentarsi è sempre soddisfatto!

Diceva un vecchio saggio migliaia di anni fa, oggi è ancora utopia, quindi… non lasciamoci ammaliare dal richiamo di quelle sirene affamate di onestà, quella che solo loro conoscono, perché quella vera  é  sempre in divenire, costretta com’è da dubbi di necessità prodotti da noi esseri umani, eroi in divenire.

 

Roberto Piffaretti, Chiasso

 

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