Il ricatto: un reato penale per tutti, salvo che per la signora Leuthard?

Nov 2 • L'editoriale • 1937 Visite • Commenti disabilitati su Il ricatto: un reato penale per tutti, salvo che per la signora Leuthard?

Eros N. Mellini

Eros N. Mellini

Raramente m’è capitato di sentire tante panzane come in questa campagna di voto per la modifica della legge federale concernente la tassa per l’utilizzazione delle strade nazionali (Legge sul contrassegno stradale, LUSN), per i non addetti ai lavori, il referendum contro l’aumento del 150% della vignetta autostradale.

Illustriamo un po’ la situazione a chi – ritenendo che l’utilizzo delle nostre autostrade sia, tutto sommato, a buon mercato per rapporto a quanto si paga nei paesi vicini – tende ancora una volta a dare fiducia a un Consiglio federale che invece ha ampiamente dimostrato di non meritarla.

È vero che 40 franchi per girare tutto l’anno sulle nostre autostrade è poco, se comparato a quanto dobbiamo sborsare, per esempio, ai caselli italiani, e che quindi anche 100 franchi, presi come valore assoluto, ci starebbero, ma…

 

Di “ma” ce ne sono parecchi

 

Primo “ma”: le autostrade italiane (e in generale quelle straniere) sono gestite privatamente, e quindi è normale che mirino a un beneficio che invece lo Stato non deve permettersi.

Secondo “ma”: il traffico privato in Svizzera versa già alla Confederazione circa 9,5 miliardi di franchi l’anno tramite tasse di circolazione, tasse sul traffico pesante, tasse sui carburanti, supplemento fiscale sugli oli minerali, vignetta a 40 franchi. E, trattandosi di tasse (e non di imposte), il loro prodotto dovrebbe essere vincolato all’utilizzo per la manutenzione e il potenziamento di quelle stesse strade che lo generano. E invece, del tutto arbitrariamente dal punto di vista dell’utilizzo per definizione delle tasse, ma legale in quanto una disposizione transitoria della Costituzione prevede che, fino al termine dei grandi progetti ferroviari la confederazione possa far capo a queste tasse per il loro finanziamento, circa il 70% di questi 9,5 miliardi di franchi viene dirottato sulla cassa federale, per essere poi impiegato per coprire le spese ordinarie della Confederazione, fra cui il trasporto pubblico sì, ma anche il famigerato fondo di coesione per i nuovi Stati membri dell’UE, per l’aiuto allo sviluppo di paesi del Terzo mondo, e altre amenità del genere.

Terzo “ma”: la vignetta autostradale era stata introdotta nel 1985 a titolo provvisorio, per 10 anni (Altra norma transitoria: “La riscossione della tassa è limitata a dieci anni. Prima della scadenza di questo termine, vi si potrà rinunciare in tutto od in parte in via legislativa.” Peccato che in politica non ci sia nulla di più definitivo del transitorio. Sono passati 28 anni e, invece di rinunciare del tutto o in parte alla vignetta, le si è aumentato il prezzo dagli iniziali 30 agli attuali 40 franchi, e adesso ci si propone questo inverosimile rincaro del 150%.

Il quarto “ma” riguarda il trattamento privilegiato degli stranieri che attraversano la Svizzera senza spendervi un centesimo, per andare in vacanza dal Nord-Europa in Italia – e, normalmente, tali vacanze si fanno una o al massimo due volte l’anno – concedendo loro di acquistare una vignetta limitata a due mesi per 40 franchi. Abbiamo appena detto che all’estero l’uso dell’autostrada costa molto di più, e noi concediamo agli stranieri uno sconto per mantenere i loro costi bassissimi, discriminando in tal modo lo Svizzero che usa saltuariamente l’autostrada, ma che deve pagare il prezzo intero. Senza calcolare che deve acquistare una vignetta per ogni veicolo (anche con targhe trasferibili) più eventuali rimorchi.

 

La fandonia dei 380 Km di strade cantonali cedute alla Confederazione

 

Intendiamoci, la fandonia non sta nel fatto che la Confederazione si assume i costi della manutenzione di questi tratti di strada, ma nel fatto che abbia bisogno del rincaro della vignetta per poterlo fare. Inoltre, questi costi erano finora sostenuti dai cantoni, ma qualcuno ha forse inteso un Cantone di quelli interessati da questa cessione dire che diminuirà proporzionalmente il carico fiscale dei suoi cittadini? Decisamente no, quindi l’aumento del costo della vignetta autostradale sarà a tutti gli effetti l’introduzione di una nuova tassa.

 

Gli inaccettabili (e scandalosi) ricatti della nostra ministra Doris Leuthard e dei suoi accoliti dell’amministrazione federale

 

Se non passa l’aumento della vignetta autostradale, Ticinesi, il raccordo Locarnese-A2/A13 ve lo sognate!!!

Oltre che indegno, questo ricatto è anche assurdo. Perché poniamo il caso che la modifica di legge venga respinta nonostante un voto positivo del Ticino: il nostro Cantone si vedrebbe indebitamente “punito” per una decisione popolare negli altri cantoni.

La verità è che il progetto in questione non ha nulla a che vedere con il rincaro o no della vignetta. I soli tre progetti la cui costruzione è prevista con il finanziamento da parte di questo rincaro sono le circonvallazioni di Näfels, Le Locle e La Chaux-de-Fonds. Punto. Tutto il resto è pura fantasia, oltre che un ignobile tentativo di pressione sui cittadini chiamati a votare il 24 novembre.

Tant’è vero che, alcuni giorni dopo aver espresso tale idiozia, la signora Leuthard s’è lasciata scappare che “il raccordo Locarnese con le A2/A13? Non è per domani!”

Ma, non contenta, la consigliera federale è tornata alla carica: “Se mi bocciate il rincaro della vignetta, vi aumento di 6 o 7 centesimi il litro la benzina”. E NOI FAREMO UN NUOVO REFERENDUM (almeno spero), fintanto che i soldi generati dalla strada tornino alla strada.

C’è veramente da chiedersi se il ricatto sia ancora previsto dal Codice penale quale reato. Delle due l’una: o non lo è più, oppure lo è ancora ma, in questo caso, la signora Leuthard gode di una speciale immunità.

 

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