Il PPD e il PLR vogliono ancor più immigranti

Set 15 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 404 Visite • Commenti disabilitati su Il PPD e il PLR vogliono ancor più immigranti

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Il Consiglio nazionale ha esaminato oggi una revisione della Legge sugli stranieri. Si trattava degli articoli di legge concernenti l’integrazione delle straniere e degli stranieri. Il PPD e il PLR non hanno mancato l’occasione per provocare una sorpresa: invece di frenare l’immigrazione, hanno offerto delle maggioranze alla sinistra, incoraggiando così una nuova ondata d’immigrazione di massa con il ricongiungimento familiare e la quasi soppressione degli ultimi ostacoli all’ottenimento del permesso di soggiorno e di domicilio.
È ora d’inasprire le condizioni per il domicilio e la dimora in Svizzera, non hanno mai smesso di proclamare a gran voce i partiti di centro durante gli ultimi mesi. Ma l’UDC è stata la sola oggi a battersi contro questo nuovo ammorbidimento delle condizioni d’integrazione. Eccone tre esempi fra molti altri:
All’art. 43, la maggioranza del Consiglio ha deciso che sia sufficiente che uno straniero s’iscriva a un corso di lingue perché gli sia accordato un permesso di soggiorno. L’UDC aveva chiesto di cancellare questo passaggio per una ragione evidente: l’iscrizione a un corso di lingue non è sufficiente; ciò che conta è aver seguito con successo detto corso.

 

All’art. 58, l’UDC chiedeva che i seguenti criteri fossero applicati alla valutazione dell’integrazione: il rispetto della sicurezza e dell’ordine pubblico, il rispetto dei valori della Costituzione federale, la capacità di farsi comprendere nella lingua praticata nel luogo di domicilio e, infine, un’attività professionale e uno sforzo di formazione. Per il PLR, il PPD e la sinistra, la capacità di farsi comprendere nella lingua del posto di domicilio non ha alcuna importanza. E hanno rifiutato all’unanimità questa condizione.
All’art. 62f, la maggioranza ha deciso che l’autorità competente possa revocare dei permessi se la straniera o lo straniero non rispettano, senza una ragione valida, una convenzione d’integrazione. L’UDC proponeva che i permessi possano essere revocati quando la persona interessata non rispetti una convenzione d’integrazione o non voglia adempiere ai criteri d’integrazione.

Mentre che diversi paesi d’Europa inaspriscono le loro leggi sull’asilo e sugli stranieri, i parlamentari PPD e PLR si sono alleati con la sinistra per approvare un progetto contrario al buonsenso che accelererà l’immigrazione di massa. Se il Consiglio degli Stati non inasprirà sostanzialmente il progetto 13.030 sull’integrazione, l’UDC si riserverà il diritto di combattere questa legge con un referendum.
Berna, 14 settembre 2016

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