Il nostro regolamento interno – i nostri valori

Dic 18 • L'opinione, Prima Pagina • 546 Visite • Commenti disabilitati su Il nostro regolamento interno – i nostri valori

Urs von der Crone Presidente ds-SVP Tessin

Urs von der Crone
Presidente ds-SVP Tessin

Chi abita in una casa plurifamiliare deve attenersi al regolamento interno. Anche chi viene in Svizzera per viverci, dovrebbe darsi la pena di scoprire quali siano gli usi e costumi locali e cosa non è compatibile con il nostro stile di vita. In Svizzera si può essere cristiani (non importa se cattolici, protestanti o appartenenti a una setta), ma si può anche essere maomettani, ebrei, buddisti o semplicemente atei. Abbiamo questa libertà e non ce la lasciamo togliere. È però determinante che ognuno sia tollerante nei confronti di chiunque abbia un credo differente e, soprattutto, che accetti il fatto che per secoli il nostro paese è stato segnato dal Cristianesimo. È quindi logico che nelle nostre aule scolastiche sia appeso a volte il crocifisso, ed è usuale che in questi giorni, con tutti gli allievi – non importa di che religione – si festeggi il Natale. 

 

I genitori che vogliono rendere possibile ai loro figli un’integrazione senza problemi, hanno cura che questi siano vestiti come i bambini svizzeri. A proposito di abbigliamento: la nostra ex-consigliera federale Micheline Calmy-Rey, nel 2008 in occasione di una visita in Iran, seguì le regole locali coprendosi il capo con un velo bianco, dimostrando così chiaramente di adeguarsi ai costumi del padrone di casa. Possiamo legittimamente intendere con questo gesto, che altrettanto possiamo a buon diritto pretendere che tutte le donne in Svizzera rinuncino a coprirsi la testa, adattandosi così alle tradizioni del nostro paese. Michelle Obama ha agito diversamente: quale first lady americana, durante una visita di condoglianze in Arabia saudita, porse i suoi saluti al re senza coprirsi il capo. Molti credenti dei paesi arabi la criticarono per questo, nonostante il suo rango.

 

In Svizzera come in altri paesi europei, siamo marcati dall’antichità greco-romana. È stato il periodo durante il quale abbiamo imparato a ragionare da soli e in cui, con la scoperta della democrazia, abbiamo inserito tutti i cittadini nel processo politico. Ognuno può avere la sua opinione ed esprimerla all’interno della comunità. Anche se il Medio Evo e altre successive epoche hanno a volte di nuovo abolito molte di queste conquiste, il rinascimento, l’umanesimo e l’illuminismo hanno poi di nuovo trovato il loro posto nell’ordine sociale umano. Ci sono state sì delle ricadute, ma in Svizzera possiamo andare fieri  della nostra democrazia diretta, del nostro Stato di diritto e delle nostre libertà. Ciò che per altri è stata una scoperta del 20° secolo, per noi era già da molto tempo una tradizione. I nostri valori sono ancorati nella storia. Così si può legittimamente pretendere che gli immigranti si interessino alla nostra storia. Solo così possono capire come è nato il nostro Stato. Dobbiamo assolutamente aspettarci dai nostri nuovi coabitanti che si adeguino ai nostri concetti e ai nostri valori, per così dire al nostro regolamento della casa. Delle società parallele che escludono i nostri costumi sono estremamente pericolose. In quale casa esistono degli inquilini che si distaccano dalla comunità, redigendo un proprio regolamento interno?

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