Il gruppo UDC sta considerando il lancio del referendum contro la legge sulla cittadinanza

Giu 27 • Dall'UDC, Dalla Svizzera • 905 Views • Commenti disabilitati su Il gruppo UDC sta considerando il lancio del referendum contro la legge sulla cittadinanza

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Il gruppo parlamentare UDC ha esaminato la nuova situazione creata dalla legge sulla cittadinanza. Se, durante le discussioni parlamentari che restano, dovesse imporsi una durata minima di soggiorno di soli otto anni per l’ottenimento della nazionalità svizzera, il gruppo raccomanderà alla direzione del partito il lancio del referendum. I parlamentari UDC si oppongono inoltre a degli inasprimenti eccessivi e inutili della legislazione contro il riciclaggio di denaro sporco in applicazione delle raccomandazioni internazionali. Altrettanto, respingono l’incremento del cosiddetto “acquis di Dublino” nel settore dell’asilo, perché queste norme complicano enormemente l’esecuzione delle decisioni delle autorità. 

Il gruppo UDC mantiene la linea fin qui seguita nel dibattito sulla legge sulla cittadinanza. Se, nel quadro della procedura d’eliminazione delle divergenze fra le due camere, la riduzione della durata minima del soggiorno dagli attuali 12 anni a 8 dovesse infine essere accolta dalla maggioranza del Parlamento, il gruppo s’opporrà a questo progetto di legge e raccomanderà al suo partito il lancio del referendum. Se dovesse imporsi una durata minima di 10 anni, il gruppo farà un apprezzamento globale delle divergenze rimanenti e, sulla base di questa analisi, deciderà la posizione da prendere in occasione del voto finale.

Il Consiglio federale dà prova di uno zelo eccessivo, andando addirittura oltre le norme internazionali, nell’applicazione delle raccomandazioni GAFI concernenti la lotta contro il riciclaggio di denaro sporco. Il progetto che sottopone alle camere rimette in questione dei princìpi giuridici fondamentali come la libertà di disporre della proprietà privata. L’UDC rifiuta chiaramente una limitazione degli importi per affari pagati in contanti, come pure altre regolamentazioni decisamente esagerate nel diritto societario, nel diritto penale e nella definizione delle persone esposte politicamente. I parlamentari UDC raccomandano quindi di non entrare in materia sul progetto. Nel caso che una discussione in dettaglio dovesse comunque aver luogo, il gruppo UDC ha preparato parecchie proposte di modifica. 

Il nuovo incremento dell’accordo di Dublino (ripreso dall’ordinanza Dublino III) non è accettabile agli occhi dell’UDC. Queste nuove disposizioni minano il diritto d’asilo e ricompensano le persone che abusano di questo diritto. Per esempio, la possibilità di mettere dei richiedenti in detenzione in vista della loro espulsione è enormemente ridotta. A causa di questo deterioramento della situazione giuridica, della soppressione della detenzione speciale a fini d’espulsione, regola essenziale per l’applicazione delle decisioni, e della riduzione della durata di detenzione, il numero di casi Dublino che possono essere trasferiti ad altri paesi sarà ancora più basso in futuro. Questo accordo diventa così una vera e propria farsa e le promesse fatte al popolo prima della votazione sugli accordi di Schengen/Dublino vengono mantenute ancor meno di oggi. Questa ripresa di nuove norme Dublino evidenzia pure gli enormi problemi posti da una ripresa dinamica del diritto UE. La Svizzera si rimette così, mani e piedi legati, al legislatore UE, perdendo la possibilità di trovare delle soluzioni ottimali per lei.  

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