Il gruppo UDC chiede una revisione del diritto sulla tutela dei minori e degli adulti

Giu 16 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 391 Visite • Commenti disabilitati su Il gruppo UDC chiede una revisione del diritto sulla tutela dei minori e degli adulti

Logo UDC

In occasione delle sedute del suo gruppo parlamentare durante la sessione estiva 2016, l’UDC ha esaminato in dettaglio i problemi posti dal nuovo diritto sulla tutela dei minori e degli adulti. Essa ha deciso all’unanimità di depositare diversi interventi miranti in particolare a rafforzare i diritti di rappresentanza dei membri della famiglia rispetto alle autorità di protezione dei minori e degli adulti (APMA).

Entrato in vigore il 1° gennaio 2013, il nuovo diritto sulla tutela dei minori e degli adulti ha sostituito il vecchio diritto sulla tutela. La principale conseguenza è stata che i servizi di tutela dei comuni sono stati soppressi e che i cantoni hanno insediato delle autorità specializzate e organizzate a livello regionale.

L’idea iniziale di questa riforma era di sostituire il vecchio servizio di tutela con un’autorità specializzata, al fine di sostenere maggiormente le persone necessitanti d’assistenza e di far partecipare più strettamente le famiglie a questo sforzo. Ma, dall’introduzione del nuovo diritto, si sono moltiplicate le lamentele delle persone interessate e dei loro parenti che denunciano gli eccessi di zelo delle APMA, che avrebbero perso il senso della misura e non prenderebbero sul serio la volontà delle persone toccate e i desideri delle loro famiglie. L’UDC ha deciso di depositare una prima serie di interventi parlamentari volti a correggere questa deriva. Ecco le richieste:

  • il diritto di rappresentanza e il diritto di essere nominato come assistente devono, come era stato promesso nel messaggio del Consiglio federale, devono competere in primo luogo alle persone imparentate e comprendere ampie competenze di rappresentanza (PDF);
  • i membri della famiglia non devono più dimostrare la loro attitudine ad assumere una funzione assistenziale. L’APMA deve invece avere l’obbligo di dimostrare, sulla base di criteri chiaramente definiti perché, in un caso concreto, il marito, la partner registrata o un altro parente non possa essere ammesso come assistente (PDF);
  • le audizioni e i colloqui con i minori e gli adulti coinvolti devono essere oggetto di verbali parola per parola, affinché la volontà dei minori e degli adulti sia chiaramente documentata (PDF);
  • le denunce di pericoli risultanti da malafede o da negligenza devono causare una sanzione finanziaria ed essere comunicate alle persone interessate (PDF).

La direzione del partito ha inoltre costituito un gruppo di lavoro diretto dalla consigliera nazionale Nadja Pieren, responsabile della politica della famiglia e della società, per redigere un documento di fondo su questa tematica. Lo scopo di questa azione è di arginare gli interventi sproporzionati delle autorità di protezione dei minori e degli adulti nella sfera privata e il diritto all’autodeterminazione delle persone e delle famiglie, al fine di rafforzare i diritti della famiglia e la responsabilità individuale.

 

 UDC Svizzera

 

Berna, 15 giugno 2016

Comments are closed.

« »