Il Gripen mette le ali!

Set 22 • Dalla Svizzera • 1167 Visite • Commenti disabilitati su Il Gripen mette le ali!

Pierre Rusconi Consigliere nazionale UDC Ticino

Pierre Rusconi
Consigliere nazionale UDC Ticino

Il Consiglio nazionale ha discusso negli scorsi giorni in merito alla richiesta di credito per l’acquisto dei Gripen, i caccia militari che il Consiglio federale vuole acquistare dall’azienda svedese Saab.

Dopo mesi di incertezze dovute ai partiti centristi, la Camera bassa ha approvato l’investimento, dando seguito a quanto già deciso dal Consiglio degli Stati durante la scorsa sessione.

Il Presidente della Confederazione Ueli Maurer ha difeso la posizione del Consiglio federale rilevando giustamente che per disporre di un apparato di difesa nazionale credibile, accanto alla difesa a terra, occorre avere un’efficiente difesa aerea. Una difesa aerea adeguata in Svizzera si inserirebbe automaticamente in una difesa del continente europeo per una tutela a più ampio raggio.

Per l’acquisto dei Gripen verrebbe creato un fondo speciale di durata decennale per un totale di 3.1 miliardi di franchi. La fornitura dei primi aviogetti all’esercito elvetico è prevista per il 2018. La scelta dell’esercito di mantenersi al passo con i tempi e l’evoluzione tecnologica non consentono ulteriori dilazioni e i tentativi della sinistra di boicottare l’operazione non fanno altro che confermare l’idea che non sono i Gripen il problema, bensì la volontà di smantellare pezzo per pezzo l’esercito svizzero.

A mio avviso, oltre agli aspetti tecnici e finanziari ben ponderati dal Consiglio federale, occorre anche sottolineare che la scelta di un’azienda svedese è soddisfacente in quanto le relazioni con Stoccolma sono da considerarsi buone e finora non si registrano attacchi alla nostra sovranità come quelli provenienti dagli Stati Uniti o dalla Francia. Sarebbe stato il colmo comprare degli aerei militari francesi, creando un notevole incasso alle aziende, per poi continuare a subire attacchi e pressioni, per la serie “cornuti e mazziati”!

Ora c’è da attendersi il referendum da parte della sinistra e la probabilissima votazione che ne seguirà. Occorrerà sottolineare che data la volontà di mantenere un esercito forte, l’investimento nella difesa aerea ne è una diretta conseguenza. L’acquisto dei Gripen avrà poi ripercussioni positive sull’industria svizzera che sarà chiamata dalla Saab a contribuire allo sviluppo e alla costruzione dei Gripen con commesse fino a 300 milioni. Nell’ambito degli affari di compensazione anche al Ticino toccherà la sua parte: a domanda del sottoscritto, il Presidente Maurer ha parlato di una fetta del 5%, ovvero 15 milioni di franchi, non per forza legati ai Gripen, in quanto le competenze specifiche per i Gripen potrebbero non esserci in Ticino.

Purtroppo, durante il dibattito, abbiamo dovuto ascoltare un’allusione allo scandalo dei Mirage completamente fuori luogo e altamente offensivo nei confronti della classe dirigente attuale, che non ha niente a che vedere con quella di 50 anni fa. Attaccare l’esercito e il Presidente della Confederazione nonché ministro della difesa in questo modo è decisamente meschino e sinonimo di povertà di argomenti. Speriamo ciò non abbia a ripetersi durante la campagna in vista della votazione.

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