Il Gottardo, le gallerie, le talpe

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Enzo Delmenico Consigliere comunale Caslano

Enzo Delmenico
Consigliere comunale Caslano

Parlando di gallerie penso alle talpe, che vivono scavando e di fatto sono piuttosto miopi.  Un po’ come coloro che avversano il secondo tubo al Gottardo col pretesto di un aumento dell’inquinamento, dimenticando o non vedendo (miopia) che le vetture incolonnate normalmente a motore acceso, altro non fosse che per far funzionare d’inverno il riscaldamento e d’estate condizionatore, inquinano anche stando ferme o quasi.

Miopia che permette di vedere e giudicare la situazione oggi, ma impedisce di vedere lontano. Tra un quarto di secolo, quando il tunnel sarà ultimato e la propulsione dei veicoli sarà sempre più a energia elettrica, prodotta da celle a combustibile che trasformando l’idrogeno estratto per elettrolisi dall’acqua in energia elettrica, emetteranno quale residuo praticamente solo vapore acqueo.

Una via che dovrà essere intrapresa molto presto e alla quale stanno lavorando parecchi costruttori in tutto il mondo, altro non fosse che per contribuire al contenimento del surriscaldamento del pianeta riducendo l’uso di combustibili fossili che rischia di farci ritrovare, fra 50 – 100 anni, sott’acqua in qualche parte del globo e in deserti dall’altra.

Il maggior problema attuale è dato dalla carenza di stazioni di rifornimento ma in Giappone, California e pure in Europa, con l’autostrada dell’idrogeno Monaco – Bolzano – Milano e prossimamente Modena, vetture a  trazione elettrica prodotta da celle a combustibile alimentate a idrogeno possono circolare facendo rifornimento con autonomie attorno ai 500 Km (a Bolzano, per esempio, circolano già bus sperimentali alimentati a idrogeno).

L’estrazione dell’idrogeno richiede attualmente ancora parecchia energia, ma nuovi metodi scoperti e sperimentati recentemente in Inghilterra, ne faciliteranno lo stoccaggio con un minor dispendio energetico per la produzione rispetto a oggi rendendo questo gas, non inquinante se usato per alimentare celle a combustibile, interessante anche economicamente (ci penseranno poi tasse e balzelli a far la differenza).                                                                              

Una fra le più importanti catene di distribuzione alimentari in Svizzera, che gestisce pure una rete propria di stazioni di servizio carburanti, prevede già oggi i suoi mezzi di trasporto futuri muniti di motori alimentati a idrogeno. Non penso sia utopico immaginare all’apertura del nuovo tunnel un significativo, se non addirittura cospicuo parco di veicoli in circolazione (40% previsto a livello europeo nel 2040) alimentato con questo combustibile praticamente inesauribile e che ci libererà pure dalla schiavitù del petrolio, destinato ormai a non durare in eterno e comunque a rincarare.

Con un paio d’occhiali è già possibile intravedere oggi realtà e orizzonti ritenuti fin qui utopici ma che faranno invece parte della vita e della quotidianità dei nostri figli, nipoti e soprattutto pronipoti, così come lo hanno fatto per noi informatica, internet e cellulari. Quelli della mia età si ricordano sicuramente i primi telefoni portatili montati su automobili una trentina d’anni fa con i quali si poteva “solo” telefonare ma portarli in tasca, dato che le batterie col telefono pesavano e avevano il volume d’un mattone, non era nemmeno immaginabile.

Nipoti e pronipoti che, se riterranno poi necessario circolare su 4 corsie, annullata la causa primaria per la quale fu deciso di non farlo – a sapere l’inquinamento da gas di scarico – previa votazione popolare sarà loro diritto farlo. Si tratterà infatti della loro vita e del loro futuro, così come lo furono il traforo del Gottardo per i nostri avi, la galleria stradale per noi e lo sarà Alptransit per i nostri figli.  

Per quel che concerne il traffico poi, come non riusciamo a trovare soluzioni valide e condivisibili oggi, i problemi ci saranno anche in futuro. Sono però convinto che convenienti alternative potranno contribuire a cambiare abitudini e atteggiamenti in quanto l’automobile, già oggi lo si percepisce, è e sarà sempre meno uno status symbol. Me la immagino trasformata in mezzo di trasporto complementare in funzione di soluzioni alternative che, se si riuscirà a rendere interessanti ed economicamente attrattive, contribuiranno sicuramente a un cambiamento di mentalità e attitudini anche nel trasporto privato.

Investiamo nel futuro e nel progresso, votiamo SÌ al secondo tubo, contribuiremo in ogni caso a salvare vite umane, visto che il viaggiare su corsie multidirezionali in 10 anni ha provocato 6 morti, mentre al Seelisberg, dove le corsie sono momodirezionali, nessuno.

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