“Il dato è tratto”: il ricatto è compiuto!

Giu 3 • L'opinione, Prima Pagina • 295 Views • Commenti disabilitati su “Il dato è tratto”: il ricatto è compiuto!

Contrariamente alla votazione del 9 febbraio 2014, da perdenti, non esigeremo – come allora pretese qualcuno (sic!) – che si “rifaccia la votazione”, accusando i vincitori di “non avere capito”.
Ci mancherebbe! Appurata l’inclinazione del 63,7% della popolazione svizzera per l’autolesionismo, ci inchiniamo al responso delle urne, permettendoci solo di dichiarare: “e adesso grattiamoci!”. E non sarà solo un prurito passeggero, una fastidiosa allergia da curarsi con una pomata dermatologica, bensì – siatene certi – una vera e propria rogna che lasceremo in eredità alle generazioni future: la perdita della nostra indipendenza e libertà, in cambio di un sicuro, quanto indegno vassallaggio, imposto dall’UE e servito su un piatto d’argento dagli alunni-camerieri della “Scuola alberghiera” ubicata a Palazzo federale!
Alcuni “maggiordomi” e “colf” di nostra conoscenza, esultano per il risultato: “Evviva! Abbiamo salvato Schengen; i poliziotti e le guardie di confine, ora possono stare tranquilli!”
Come no! Dal 19 maggio, i delinquenti, i fanatici attentatori islamisti e tutto lo scibile dell’arte del delinquere, avendo saputo che la Svizzera, grazie a Schengen è in una botte di ferro, in un fortino inattaccabile, hanno deciso di starsene buoni, di cambiare vita e di seguire l’esempio di S.Francesco d’Assisi. Finalmente, sempre grazie all’acquis dal quale saremmo stati cacciati “se… e bla bla”, possiamo anche rinunciare ad assumere nuovi agenti, naturalmente disarmando quei pochi ancora in servizio. Ora a proteggerci dai pericolosi tiratori, cacciatori e collezionisti d’armi, c’è mamma Europa, alla quale dobbiamo essere riconoscenti, unendoci a lei in un caldo, tenero abbraccio!
Così, tanto per non passare per fessi, sarà opportuno ricordare a coloro che fanno finta di non saperlo, che quello subito, non è che il primo dei ricatti! Ce ne saranno altri! Si sono già delineati, ad esempio, per quanto riguarda l’accordo (bidone) quadro istituzionale! Anche in questo caso, le Cassandre si sono già scatenate promettendo lacrime e sangue qualora non dovessimo ottemperare alle condizioni imposte da Bruxelles! Ovvero: un invito esplicito a tagliarci quel poco che rimane dei nostri oramai atrofici attributi!
La tattica è oramai collaudata: consiste nel mangiare la minestra o saltare dalla finestra! Ogni riferimento alla zuppa di Kappel – che sicuramente era di tutt’altro sapore – è puramente casuale!
Siamo orgogliosi del voto espresso in Ticino, anche se purtroppo rimane una vittoria di Pirro; le menzogne, dette senza nemmeno arrossire, non hanno comunque fatto breccia!
Dei complimenti espressi da un noto deputato “disarmista”, possiamo quindi fare a meno, soprattutto perché, spudoratamente si continua ancora a mentire (sic!)
Citiamo: “ Il no ticinese è un no all’Europa. A torto però, perché per tiratori e militari la legge non avrà effetti. E il futuro, sono sicuro, lo dimostrerà».
Ne prendiamo nota, soprattutto nel caso in cui – al momento opportuno – fossimo chiamati a dover rinfrescare la memoria all’On. deputato, qualora l’UE decidesse di applicare un ulteriore e già programmato giro di vite riguardante le armi. Please, don’t forget!
Sicuramente, ci si verrà nuovamente a dire che la Svizzera, essendo un partner affidabile, deve collaborare! Forse sarebbe più appropriato usare il verbo “ubbidire”!
Gentile signora CF Keller-Sutter! Un conto è essere partner, un altro essere schiavi e subire pavidamente costrizioni con la tacita complicità di un CF sempre meno credibile e che di certo, per quanto mi concerne, non mi rappresenta! Noi ticinesi, fieri di esserlo, con il nostro voto abbiamo voluto far capire – anche se dubitiamo che Berna abbia compreso! – che di questa accozzaglia mal sortita, tecnocrate e antidemocratica, forte con i deboli e al servizio dei potenti, NON ne vogliamo sapere!
Se per caso la prossima passeggiata fuori porta del CF, avesse per meta il nostro cantone, faccia presente ai suoi colleghi, che il Piano di Magadino produce pomodori e che sapremo cosa fare delle eccedenze!
Purtroppo, il “dado è stato tratto”: esaminandolo con cura, ci si accorgerebbe che è stato truccato e che i giocatori sono stati bellamente ingannati!
Fra qualche anno – purtroppo non molti – alla kermesse cinematografica di Locarno, potrebbe essere proiettato il film: “C’era una volta la Svizzera”. Ma allora sarà troppo tardi per piangere sul latte versato!

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