Il Consiglio federale vuole far venire dei rifugiati in aereo

Dic 1 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 161 Views • Commenti disabilitati su Il Consiglio federale vuole far venire dei rifugiati in aereo

Adesso che, finalmente, la via mediterranea è chiusa ai migranti illegali e che le cifre dell’asilo sono in calo, il Consiglio federale vuole, su iniziativa della consigliera federale competente per l’immigrazione Simonetta Sommaruga, far venire in aereo migliaia di rifugiati l’anno. Il Consiglio federale procederebbe così a un cambiamento di paradigma, minando il sistema svizzero dell’asilo.

Alla fine degli anni ’50, la «reinstallazione» era stata pensata come uno strumento di aiuto rapido e a corto termine alle vittime dell’insurrezione ungherese. La Svizzera ha poi in seguito preso parte solo raramente a tali programmi, adducendo in particolare quale giustificazione il numero già molto elevato di richiedenti l’asilo, nonché che le persone accettate fino ad allora trovavano difficilmente un lavoro in Svizzera.

Benché oggi nulla sia cambiato in questo contesto (salvo l’aumento massiccio delle cifre dell’asilo e dei costi), la consigliera federale Simonetta Sommaruga intende d’ora in avanti promuovere l’immigrazione nel sistema sociale dissimulata sotto l’etichetta di asilo, mediante una sorta di ponte aereo. Così, 800 persone dovrebbero arrivare in Svizzera in aereo l’anno prossimo, e questa cifra raggiungerebbe verosimilmente un totale di 2000 persone nel 2020 e 2021.

L’UDC non riesce a capire perché la maggioranza del Consiglio federale abbia autorizzato l’accoglienza di 800 persone nel 2019. I costi causati da questo tipo di concessione dell’asilo sono, ancora una volta, a carico del contribuente. Resta il fatto che il Consiglio federale intende sottoporre il concetto dei due anni della consigliera federale Simonetta Sommaruga alle commissioni parlamentari competenti. L’UDC rifiuta categoricamente questo programma di reinstallazione, in particolare perché la Svizzera approverebbe così de facto un altro patto “soft law” altamente problematico dell’ONU, ossia il Patto sui rifugiati. Quest’ultimo contiene in particolare un programma mondiale di rilocalizzazione e vuole inoltre estendere il concetto attualmente in vigore di «rifugiato» ai rifugiati climatici.

 

Berna, 30 novembre 2018

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