Il Consiglio federale trasforma la preferenza indigena in preferenza straniera

Giu 17 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 83 Visite • Commenti disabilitati su Il Consiglio federale trasforma la preferenza indigena in preferenza straniera

Nel dicembre 2016, il Parlamento federale ha violato la Costituzione rifiutando di applicare, nemmeno parzialmente, l’articolo 121a della stessa. Non esistono né contingenti, né tetti massimi, né gestione autonoma e limitazione dell’immigrazione, tutte norme peraltro volute esplicitamente dal popolo e dai cantoni che hanno accettato l’iniziativa contro l’immigrazione di massa. Applicando la decisione del Parlamento, il Consiglio federale fa un passo in più: trasforma in sostanza la “preferenza nazionale” in una “preferenza straniera”.

Il Consiglio federale ha presentato oggi le norme-chiave delle ordinanze che applicheranno la legge d’esecuzione dell’art. 121a della Costituzione federale. Queste regole non avranno assolutamente alcun effetto sull’immigrazione di massa che la Svizzera sta continuando a subire. Dell’obbligo di annunciare i posti di lavoro vacanti, adottato il dicembre scorso, oggi beneficerebbero circa 187’000 persone senza impiego in Svizzera, fra le quali si conta già oggi un gran numero di stranieri. Il Consiglio federale vuole inoltre far annunciare agli uffici di collocamento tutti i rifugiati e i richiedenti l’asilo ammessi provvisoriamente atti a presentarsi sul mercato del lavoro. Ciò significa che la maggior parte delle persone da piazzare saranno senza dubbio di nazionalità straniera. Ancora una volta, si constata a che punto la maggioranza del Consiglio federale e del Parlamento si faccia beffe del popolo svizzero: da una parte si offrono a degli stranieri degli impieghi in Svizzera e, dall’altra, si impongono alle imprese e ai cantoni degli oneri burocratici enormi. Il Consiglio federale ignora anche bellamente la norma dell’art. 121a della Costituzione, che esige una preferenza nazionale permanente senza alcun valore-soglia o altre condizioni.

Ancora una volta, la politica dà all’accordo di libera circolazione delle persone con l’UE la priorità rispetto alla nostra Costituzione federale e alla volontà del popolo che ha chiesto un controllo dell’immigrazione. Conclusione: è ora di porre fine al principio della libera circolazione delle persone negli accordi internazionali, dunque di smetterla di dare agli stranieri il diritto d’immigrare liberamente in Svizzera. Il prossimo 24 giugno, i delegati di UDC Svizzera fisseranno la via da seguire per raggiungere quest’obiettivo.

Berna, 16 giugno 2017

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