Il Consiglio federale protegge i delinquenti invece delle loro vittime

Mag 14 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 806 Views • Commenti disabilitati su Il Consiglio federale protegge i delinquenti invece delle loro vittime

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L’iniziativa popolare “affinché i pedofili non lavorino più con fanciulli” è stata approvata un anno fa da una forte maggioranza della popolazione (oltre il 63%) e da tutti i cantoni. Ancora una volta, il Consiglio federale rifiuta di applicare la volontà chiaramente espressa dal popolo, come già l’aveva fatto con l’iniziativa per l’espulsione degli stranieri criminali. Facendo riferimento al “principio della proporzionalità” e al diritto internazionale non cogente, il governo cerca, mediante una vaga “clausola per i casi di rigore”, di risparmiare i delinquenti invece di proteggere le vittime di reati sessuali, sia bambini che persone dipendenti. Questo nuovo caso di flagrante disprezzo della volontà popolare conferma l’urgente necessità dell’iniziativa per l’autodeterminazione, lanciata dall’UDC, volta a far sì che le iniziative popolari accettate siano effettivamente applicate.  
La norma generica sui casi di rigore proposta dal Consiglio federale per l’applicazione dell’iniziativa è in contrasto con il nuovo articolo costituzionale. Il principio della proporzionalità con cui argomenta il Consiglio federale non è assolutamente violato dall’iniziativa; semmai è concretizzato. Le cittadine e i cittadini hanno infatti chiaramente definito la proporzionalità decidendo che un divieto d’esercitare una professione o un’attività con dei minori è una misura proporzionata per i casi di abuso sessuale pedofilo.  Tutte le altre professioni rimangono accessibili a questi delinquenti. Come nel caso dell’iniziativa per l’espulsione degli stranieri criminali, il Consiglio federale è ricorso a una norma vaga per evitare l’applicazione di un’iniziativa che gli è sgradita. La protezione degli interessi dei delinquenti viene prima di quella delle vittime.
Il Consiglio federale non s’è nemmeno dato la pena di considerare delle proposte fatte dagli iniziativisti per un’applicazione corretta dell’articolo costituzionale nei casi controversi dei cosiddetti “amori giovanili”. Ancora una volta, la consigliera federale Sommaruga da così prova della sua meschinità intellettuale e di un’ostinazione fuori luogo.

Il Consiglio federale giustifica questo ulteriore non-rispetto di una decisione popolare facendo riferimento al principio di proporzionalità e al diritto internazionale non cogente. Il governo abbandona nel contempo in un nuovo settore il diritto svizzero all’autodeterminazione. Ciò non è accettabile.


Questa pericolosa evoluzione sottolinea l’importanza dell’iniziativa popolare UDC «Il diritto svizzero anziché giudici stranieri (Iniziativa per l’autodeterminazione)». Questa iniziativa garantisce che le decisioni del popolo siano di nuovo applicate.

UDC Svizzera

 

Berna, 13 maggio 2015

 

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