Il Consiglio federale deve finalmente verificare le sue ordinanze e deregolamentare

Giu 10 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 543 Visite • Commenti disabilitati su Il Consiglio federale deve finalmente verificare le sue ordinanze e deregolamentare

Thomas Aeschi Consigliere nazionale UDC, Baar (ZG)

Thomas Aeschi
Consigliere nazionale UDC, Baar (ZG)

Il Consiglio federale fa molte grandi dichiarazioni, ma non sfrutta assolutamente il margine di manovra di cui dispone per deregolamentare l’economia. Esso può infatti adattare rapidamente di sua propria iniziativa le sue ordinanze. Ed è precisamente ciò che dovrebbe fare in quest’epoca di debolezza dell’euro. Sarebbe ora che esercitasse la sua autorità.
Invece di verificare le sue ordinanze per decidere sistematicamente le possibilità di deregolamentazione e di alleggerimento a livello di controlli, il Consiglio federale fa esattamente il contrario. Per esempio, con il suo progetto d’ordinanza 1 relativo alla legge sul lavoro (OLV 1), la cui procedura di consultazione è arrivata a scadenza il 7 giugno 2015: in questo testo, il Consiglio federale obbliga i settori finora non organizzati sindacalmente, a stipulare dei contratti collettivi di lavoro. Ma spinge addirittura oltre la sua assurdità: un contratto collettivo di lavoro dovrà d’ora in avanti essere concluso con un sindacato per i salari a partire da un limite inferiore di Fr 120’000.

Con il mio intervento parlamentare intitolato “Obbligo di registrare i tempi di lavoro. Possibilità di stilare una dichiarazione di rinuncia in alcuni settori”, ho proposto che le collaboratrici e i collaboratori di certi settori abbiano la possibilità di sottoscrivere una dichiarazione di rinuncia (opting-out) per ciò che concerne la registrazione della durata del lavoro. Il Consiglio federale rifiuta questa procedura, appellandosi alla responsabilità individuale delle persone. In compenso, nega questa responsabilità a tutti i salariati che preferiscono rinunciare a questa registrazione della durata del lavoro. Queste persone dovranno perciò chiedere l’autorizzazione dei sindacati per essere liberati da quest’obbligo.
Ancora una volta, il Consiglio federale ha mancato un’opportunità di deregolamentare concretamente a livello di ordinanze. In effetti, avrebbe tutti i giorni l’opportunità di snellire una regolamentazione inutilmente burocratica che limita la libertà delle imprese e che nuoce alla competitività dell’economia svizzera. Il che sarebbe addirittura indispensabile, in vista di un rallentamento economico.


 

Berna, 08 giugno 2015

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