Il concetto d’infamia secondo Carlo Sommaruga

Apr 6 • L'opinione • 1224 Visite • Commenti disabilitati su Il concetto d’infamia secondo Carlo Sommaruga

Drake

Simonetta, Cornelio e Carlo. Vuoi vedere che provengono tutti e tre dallo stesso ceppo. Che siano parenti?  Suvvia! Forse è solo un caso di omonimia, capita!

Un nesso comunque forse c’è. A voler essere maligni potremmo pensare che – sempre per caso – i tre militano nello stesso partito. Quale? Provate ad indovinare!

Sulla Simonetta, pianista mancata, riciclatasi alla politica con analoghi, scarsi risultati, ma notoriamente  di manica larga nei confronti di coloro che vengono da lontano, abbiamo già scritto e non abbiamo intenzione d’infierire ulteriormente.

Cornelio, come sappiamo, faceva il “crocerossino”. Ora è al beneficio della meritata quiescenza. Durante la sua carriera “umanitaria” non s’è mai fato mancare nulla: viaggi in prima classe, alberghi di lusso, ricevimenti, pranzi luculliani e tutte quelle delizie che hanno fatto e fanno tuttora la gioia dei diseredati della terra! Numerosissime e prestigiose le cariche ricoperte. Ne citiamo solo alcune per mancanza di spazio: Sottosegretario generale dell’ AELS (EFTA) a Ginevra. Capo aggiunto delle Delegazioni svizzere presso l’ AELS (EFTA), il GATT. Ambasciatore, Delegato del Consiglio federale agli accordi commerciali. Presidente del Comitato internazionale della Croce Rossa e agganci (no profit ?) in altre organizzazioni umanitarie internazionali. Il sospetto che ci si trovi di fronte ad una vocazione di famiglia è più che legittimo!

Con tutto questo carico di lavoro, un po’ di comfort, se serve a debellare la fame nel mondo, non lo si nega a nessuno! In quanto alla pensione di cui è a beneficio, beh, diciamo che non è proprio quella che percepirebbe un operaio, anche se rigorosamente di sinistra!

E veniamo all’infelice, quanto poco democratica sortita dell’Avv. Carlo $ommaruga che, come tutti sanno, ha posteggiato, e da lungo tempo, le sue parti a tergo in CN.

Il “club” in cui milita è sempre quello: il PS. Va detto che ultimamente i “giocatori” della compagine rossa, hanno accumulato un bel numero di cartellini gialli.

Il “Carlo”, giocatore di sfondamento, dopo il fallo volontario commesso nei confronti  dell’elettorato – che ragiona con la testa e non con i piedi – come la sua degna collega di partito, indirettamente ribadisce – rifacendole il verso – che: “il Popolo non è il padrone“. Compagni, compagne: avete ragione! il Popolo non è il padrone, ma il Sovrano e quindi conta un tantino di più! Vogliamo scherzare? Cerchiamo di non confondere gli stracci con la seta!

Un “fallo” del genere meriterebbe l’espulsione, seguita dalla sospensione a vita dal “campionato politico”. Accusare l’elettorato di essere spregevole, infame, (sic!) per il semplice motivo di aver democraticamente deciso di volere espellere gli stranieri che delinquono, ci sembra a dir poco un’accusa demenziale, che non fa certo onore a chi si ritiene “paladino” dei diritti umani. I cittadini svizzeri sono forse dei primati? Abbiamo il diritto, oppure no, di  pretendere lecitamente di vivere in una società nella quale, chi delinque – soprattutto se straniero – deve essere rispedito nel paese d’origine e se possibile scontarvi la pena ?

Sappiamo quanto ci costano questi nostri “ospiti” alloggiati nelle patrie galere a 4 o 5 stelle. Conosciamo le percentuali riguardanti le nazionalità di coloro che vi soggiornano, godendo di “diritti” garantiti loro con estrema, quanto incomprensibile generosità! Vero, Signora Sommaruga?

La sinistra, “Bastian contrario” per antonomasia, ancora una volta, interpreta la democrazia a suo piacimento, spacciando per “diritti” quelli che sono lampanti abusi che non si possono più tollerare!

Facciamo fatica a comprendere l’autolesionismo del PSS. Non comprendiamo questa tattica suicida che – in cuor nostro, speriamo – porti a quella che sarà una disfatta sicura, sia a livello cantonale sia federale. Masochismo politico, senza dubbio, e soprattutto tanta ottusità!

Comunque – disfatta sicura a parte – ci corre l’obbligo, considerando le squinternate affermazioni degli anacronistici kompagni nostrani, d’invitarli a trasferirsi nella Corea del Nord. Sicuramente, in quella “Repubblica Socialista Democratica”, altrettanto democraticamente governata da un certo Kim Jong-un, potranno permettersi di godere pienamente di quei “diritti dell’uomo” che, secondo la loro oramai allucinata ideologia, in Svizzera sono scientemente negati.

Avvocato $ommaruga!  L”invito, ben inteso, è esteso a tutto il parentado; per la famiglia questo ed altro, ci mancherebbe!

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