Il Comitato centrale auspica una tavola rotonda per un programma di deregolamentazione

Gen 30 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 542 Visite • Commenti disabilitati su Il Comitato centrale auspica una tavola rotonda per un programma di deregolamentazione

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Il comitato centrale dell’UDC si è riunito a Locarno. Esso è stato informato dall’UDC Ticino circa la situazione economica molto difficile che regna in questo cantone. All’unanimità salvo un voto, il comitato s’è pronunciato a favore del rifacimento della galleria autostradale del San Gottardo, quindi per un collegamento stradale più sicuro e affidabile fra il Ticino e il resto della Svizzera. Inoltre, la direzione del partito svizzero è stata incaricata di accordarsi con gli altri partiti borghesi per lanciare insieme un programma di forte deregolamentazione che garantisca l’impiego. Questo intervento è particolarmente necessario a seguito dell’indebolimento dell’euro. Il comitato centrale ha infine deciso che la rivendicazione delle comunità musulmane di essere riconosciute come organizzazioni di diritto pubblico debba essere combattuta con determinazione dalle sezioni cantonali dell’UDC.

 

Un canton Ticino forte è importante per la Svizzera

 

Gabriele Pinoja, presidente dell’UDC del canton Ticino, ha informato il comitato centrale sulla situazione economica difficile che il cantone sta attraversando. Conseguenza delle difficoltà economiche dell’Italia e delle forti differenze salariali, questo cantone di confine è particolarmente colpito da un’immigrazione incontrollata. Non sorprende quindi, date queste condizioni, che il popolo abbia accettato in modo particolarmente massiccio (68,2% dei votanti) l’iniziativa contro l’immigrazione di massa. I numerosi frontalieri provenienti dall’Italia fanno pressione sui salari e aumentano il rischio per ogni Ticinese di perdere il proprio impiego. La disoccupazione e la quota di persone che vivono dell’assistenza sociale, sono superiori alla media svizzera. Dalla soppressione del cambio minimo dell’euro per rapporto al franco svizzero, il Ticino è ancora più colpito dal turismo dell’acquisto verso l’Italia e dal calo del turismo di provenienza da questo paese.

 

Quasi unanime il consenso al rifacimento della galleria autostradale del S. Gottardo

 

Il secondo tubo della galleria stradale del San Gottardo è necessario per risanare finalmente l’attuale tunnel, aperto alla circolazione nel 1980. Questo investimento è indispensabile anche per la coesione nazionale, perché bisogna evitare che il Ticino resti isolato dal resto della Svizzera per tutta la durata dei lavori. In futuro saranno utilizzati i due tunnel, ma ognuno su una sola corsia. L’aumento della capacità stradale al San Gottardo è perciò legalmente escluso. In compenso, il secondo tubo porrà fine al pericoloso traffico bidirezionale in un solo tunnel, da cui un notevole aumento della sicurezza stradale, perché gli incidenti nelle attuali condizioni sono spesso mortali.  I membri del comitato centrale UDC si sono pronunciati, con 44 voti contro 1, a favore di questo progetto importante per la Svizzera e per il canton Ticino.

 

Per un’unione della destra a favore di un programma di deregolamentazione

 

Il comitato centrale ha incaricato la presidenza del partito e del gruppo parlamentare d’invitare il PLR e il PPD a una tavola rotonda per presentare insieme un programma di deregolamentazione allo scopo di assicurare l’impiego in Svizzera. Questo intervento è importante a seguito della soppressione del cambio fisso dell’euro da parte della Banca nazionale svizzera (BNS). Il miglioramento delle condizioni-quadro per l’economia svizzera passa attraverso una rigorosa deregolamentazione e l’abbandono di idee e progetti insensati come le quote rosa, il rincaro dell’energia o una regolamentazione esagerata della piazza finanziaria.

 

No al riconoscimento dell’Islam da parte dello Stato in Svizzera

 

La domanda di far riconoscere nel diritto pubblico l’Islam allo stesso titolo delle comunità di fede cattolica e protestante viene formulata ormai da tempo in Svizzera. Il comitato centrale ha evocato le intense discussioni su questo oggetto nei cantoni, attualmente in quelli di Basilea-Città e di Vaud. Bisogna osservare innanzitutto, che l’UDC non rimette in questione la libertà di culto. Il riconoscimento di una religione a livello costituzionale comporta tuttavia dei privilegi come l’accesso ai dati, la cura delle anime in istituti o il diritto di prelevare imposte. È quindi indispensabile che le cittadine e i cittadini dei cantoni siano consultati su tale progetto che ha delle ripercussioni sulla pace religiosa e sulla stabilità in Svizzera. Un altro punto importante da rilevare è che i musulmani, contrariamente ai cattolici e ai protestanti, non sono riuniti in una sola organizzazione rappresentante tutti i maomettani. I cantoni farebbero bene a far progredire la separazione fra lo Stato e le comunità religiose. Il comitato centrale raccomanda perciò ai cantoni di opporsi chiaramente a questo riconoscimento.

 

Infine, il comitato centrale ha raccomandato all’unanimità all’assemblea dei delegati di respingere l’iniziativa popolare “Imposta sull’energia invece dell’IVA” e, con 46 voti contro 4 e due astensioni, di sostenere l’iniziativa popolare “Sostenere le famiglie! Esentare dalle imposte gli assegni per i figli e gli assegni di formazione”.

 

UDC Svizzera 

Locarno, 23 gennaio 2015

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