Il “Circo UE”, bandisce gli animali e potrebbe chiudere!

Nov 2 • L'opinione, Prima Pagina • 183 Views • Commenti disabilitati su Il “Circo UE”, bandisce gli animali e potrebbe chiudere!

Lo “spettacolo”, il prossimo anno subirà sostanziali cambiamenti, sia coreografici sia per quanto concerne il programma. Infatti, nell’arena non vedremo più gli “animali” politici che hanno animato le ultime, troppe tournée che, negli ultimi anni, non hanno propriamente soddisfatto le aspettative del pubblico. In questo ambito, diciamolo pure, le “rappresentazioni” sono state piuttosto barbose, con numeri indegni di essere messi su una locandina. La “carovana circense UE”, subisce la crisi che colpisce, da un po’ di tempo a questa parte, questo genere di spettacolo. Il pubblico si è stancato!

I clown non fanno più ridere! I trapezisti della politica senza rete, sono affetti da sintomi di un’artrite progressiva che impedisce loro di svolgere quei volteggi che ti fanno trattenere il respiro. Gli “animali”, quelli feroci, accusano il peso degli anni, hanno perso l’agilità e i ruggiti si sono trasformati in miagolii! I cavalli sono ridotti a ronzini e faticano a tenere il trotto. Inoltre ci sono le sempre più frequenti proteste degli animalisti-populisti-sovranisti, che non sono più disposti a tollerare ulteriormente gli spettacoli che impiegano animali.

Insomma, dal prossimo anno assisteremo a un radicale cambiamento di programma. Il Direttore Juncker, – “Monsieur Loyal”- se ne andrà in pensione perché afflitto da una fastidiosa  cirrosi epatica che lo sta debilitando in maniera preoccupante.

Anche la “commissione artistica” del Circo UE, sarà rivoltata come un calzino, per far posto a nuovi coreografi. Tenteranno, anche se con molta fatica, di rinnovarsi, salvando baracca e burattini, consapevoli della inevitabile disaffezione del pubblico che sembra prediligere altri numeri, forse meno spettacolari, ma più confacenti ai gusti e alle tradizioni di ogni singolo paese nel quale, il “Circo UE”, per troppo tempo, si è esibito monopolizzando questo genere di spettacolo.

Poi ci sono le spese macroscopiche per il mantenimento del Grande Barnum europeo. Da qui il contributo di sostegno di un miliardo e 300 milioni, offerto generosamente dal nostro CF, su proposta di un noto politico ticinese!

Il rischio di dover chiudere e vedere in disoccupazione nani e ballerine, che fanno parte della troupe del “Circo UE”, non è da sottovalutare. A proposito di ballerine: una in particolare, nota per gli equilibrismi sulla corda, sarà costretta a riciclarsi e a vedere scomparire dalla locandina il suo nome: “La Grande Mogherini”.

Chissà, forse le sarà assegnato un altro ruolo, più confacente alle sue potenzialità “artistiche”, oramai assai modeste e degne, forse, di qualche numero di avanspettacolo della politica.

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