I ticinesi promuovono la coesione nazionale

Lug 30 • Lettori • 1101 Visite • Commenti disabilitati su I ticinesi promuovono la coesione nazionale

Il 20 aprile 2013 in Gran Consiglio si è votata una mozione inoltrata il 7 maggio 2008 con il titolo «Introduzione dell’obbligatorietà dell’inno nazionale svizzero (Salmo svizzero) nelle scuole». Nonostante che nel suo messaggio dell’ottobre 2012 il Consiglio di Stato come pure la maggioranza della commissione speciale scolastica del Gran Consiglio abbiano invitato a respingere la mozione, questa è stata accettata con 49 voti favorevoli contro 22 contrari e 5 astenuti. Tre punti principali hanno motivato la mozione: il riscontro che pochissimi cittadini conoscano l’inno della nostra Nazione, il fatto che «Quando bionda aurora» rappresenti un elemento di coesione nazionale, e da ultimo la convinzione che l’inno di una nazione sia un elemento di orgoglio e di tradizione da valorizzare. Così in futuro il canto del Salmo svizzero risuonerà più di frequente nelle scuole ticinesi.

Un altro segnale incoraggiante è stato dato da un piccolo comitato interpartitico che ha lanciato un’iniziativa popolare per l’introduzione nelle Scuole Medie, Medie Superiori e Professionali per almeno due ore al mese, con un proprio testo e voto separato, di una nuova materia obbligatoria d’insegnamento denominata «Educazione Civica, alla Cittadinanza e alla Democrazia Diretta». Il 9 aprile del 2013, una settimana prima della scadenza del termine per la raccolta delle firme, il comitato ha consegnato alla Cancelleria dello Stato a Bellinzona più di 10’000 firme, almeno 3’000 in più delle 7’000 necessarie. Il Gran Consiglio dovrà discutere questa iniziativa e trovare una soluzione accettabile per i promotori, altrimenti sarà il popolo a decidere.

Questi due esempi dimostrano una presa di coscienza della popolazione ticinese e dei suoi rappresentanti sulla lenta perdita di senso civico di questi ultimi decenni. Rimettendo al centro dell’attenzione la sensibilizzazione e l’apprezzamento di questo nostro sistema federale unico al mondo, con la democrazia diretta, la concordanza, il principio della sussidiarietà, ecc., i ticinesi cercano di correre ai ripari. E lo fanno giustamente attraverso la formazione dei giovani, che più tardi dovranno essere cittadine e cittadini svizzeri sicuri di se stessi. Anche la coesione con il resto del paese risulta rafforzata e c’è da sperare che anche altri cantoni seguano l’esempio del Ticino, poiché mai come oggi dobbiamo essere uniti per affrontare i molti attacchi provenienti dall’esterno e preservare così la nostra indipendenza.

 

Rico Calcagnini, Buchen

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