I risultati della sessione invernale 2014 sotto il segno di una politica di centrosinistra

Dic 16 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 760 Visite • Commenti disabilitati su I risultati della sessione invernale 2014 sotto il segno di una politica di centrosinistra

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La sessione invernale del Parlamento federale, durata dal 14 novembre al 12 dicembre 2014, è stata dominata da due oggetti: la Strategia energetica 2050, che ha scatenato un enorme dibattito in Consiglio nazionale sul futuro dell’approvvigionamento energetico della Svizzera, e il preventivo 2015 della Confederazione.

Le discussioni su questi e su altri temi hanno chiaramente dimostrato che l’UDC è il solo partito che s’impegna fino all’ultimo per una politica favorevole all’economia, liberale, indipendente e vicina al popolo. Per contro, la maggioranza di centrosinistra del Parlamento mette in pericolo l’economia svizzera e i benefici duramente acquisiti dalle generazioni che ci hanno preceduto.

 

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 Strategia energetica 2050: gli illusionisti dell’abbandono del   nucleare distruggono impieghi e prosperità

 Più misure coercitive, più regolamentazioni, più costi e indebolimento della sicurezza dell’approvvigionamento, ecco i risultati del dibattito energetico in Consiglio nazionale. L’alleanza anti-nucleare PPD, PBD, Verdi liberali, PS e Verdi, conduce il nostro paese al disastro. La strategia energetica decisa da questi utopisti si basa su una rovinosa economia pianificata di stampo socialista e si allontana dalle leggi del mercato. L’UDC, sostenuta da alcuni elementi del gruppo liberale-radicale, è stata l’unica voce della ragione in questo concerto di assurdità sulla futura politica energetica della Svizzera. Le decisioni prese sono grevi di conseguenze: l’aumento della retribuzione delle immissioni in rete di elettricità a prezzo di costo e la tassa CO2 rappresentano da soli delle sovvenzioni di oltre due miliardi di franchi l’anno. Il costo totale di questa folle uscita dal nucleare è stimata a circa 200 miliardi di franchi – una fattura che dovrà essere pagata in particolare dai contribuenti, come pure dalle arti e mestieri.

Le spese della Confederazione continuano a crescere nel 2015

 Il Parlamento ha ancora una volta approvato un budget che prevede un massiccio aumento delle spese, per rapporto all’anno precedente. Se il budget 2015 annuncia un piccolo utile, ciò è in primo luogo dovuto al fatto che conteggia un aumento delle entrate fiscali. L’UDC è stata la sola a chiedere dei tagli, in particolare sull’aiuto allo sviluppo e su altre attività internazionali. L’espansione dell’industria dello sviluppo può quindi proseguire allegramente. I soli risparmi proposti dal governo concernevano, come al solito, l’agricoltura e l’esercito. Anche se l’UDC è riuscita a impedire la diminuzione massiccia dei contributi agricoli auspicata dal Consiglio federale, il risultato di questo dibattito sul preventivo è ben lungi dall’essere soddisfacente.

Il Consiglio degli Stati ignora il mandato dato dal popolo con l’iniziativa per l’espulsione

 Esaminando il progetto d’applicazione dell’iniziativa per l’espulsione degli stranieri criminali, il Consiglio degli Stati è ritornato su un progetto in evidente contraddizione con la volontà popolare. L’introduzione di una cosiddetta “clausola di rigore” è in realtà un artificio giuridico che permette d’impedire qualsiasi espulsione di delinquenti stranieri. Invece di accettare il sistema dell’espulsione automatica voluto da popolo e cantoni, il Consiglio degli Stati ha rilanciato il modello del controprogetto che il sovrano ha già chiaramente respinto. Il Consiglio nazionale si era basato sull’iniziativa d’attuazione.

 Come prima di lui il Consiglio nazionale, il Consiglio degli Stati raccomanda il rigetto dell’iniziativa d’attuazione. Oltre un terzo dei senatori avrebbe addirittura voluto invalidare questa iniziativa. E per buona misura, la Camera alta ha fatto ricorso a un misero stratagemma per impedire che il voto popolare su questa iniziativa possa aver luogo durante l’anno elettorale 2015: ha sospeso il suo voto finale. Cosicché, anche cinque anni dopo l’accettazione dell’iniziativa, nessun criminale straniero in più sarà espulso dalla Svizzera.

Riciclaggio di denaro: controlli maniacali a seguito di pressioni straniere

 Il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati hanno approvato, contro la volontà dell’UDC, le raccomandazioni del “Gruppo d’azione finanziaria” (GAFI), volte a inasprire le prescrizioni contro il riciclaggio. Le divergenze sono state risolte in procedura accelerata fra le due Camere durante questa stessa sessione, mentre che gli standard GAFI sono contestati da vasti ambienti. Questo progetto introduce nuovi ostacoli burocratici come la registrazione obbligatoria delle azioni al portatore, come pure dei doveri particolari di diligenza imposti agli operatori al di fuori del settore finanziario per versamenti importanti in contanti (oltre i 100’000 franchi).

Contributo senza condizioni alla Croazia

 Senza attendere la benché minima contropartita dall’UE, il Consiglio degli Stati ha approvato, come il Consiglio nazionale, un contributo di coesione a favore della Croazia. L’UDC ha chiesto invano di sospendere questo versamento di 45 milioni di franchi in vista dei negoziati con l’UE. Finora, la Svizzera ha pagato circa 1,25 miliardi di franchi a seguito dell’adesione all’UE di 12 nuovi Stati. Questo importo è passato a 1,3 miliardi con il contributo alla Croazia. Il gruppo UDC è stato il solo a opporsi a questo versamento.  

 

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 Solo punto rallegrante: il rifiuto della nociva iniziativa per un’imposta sulle successioni

Come il Consiglio degli Stati prima di lui, il Consiglio nazionale raccomanda al sovrano svizzero di respingere la nociva iniziativa della sinistra “Tassare le eredità milionarie per finanziare la nostra AVS (Riforma dell’imposta sulle successioni)”. Questa iniziativa attenta alla sovranità fiscale dei cantoni e, soprattutto, minaccia le numerose PMI appartenenti a famiglie che investono spesso la totalità del loro patrimonio nell’impresa. Il passaggio dell’azienda alla generazione successiva ne sarebbe gravemente ostacolato, se non addirittura impedito. Questa iniziativa sarà sottoposta al popolo svizzero in giugno del 2015. L’UDC si batterà con tutte le sue forze nella campagna di voto, per impedire il successo di questo progetto estremamente dannoso.

 
Berna, 16 dicembre 2014

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