I partiti di centro tollerano gli abusi

Nov 15 • Dall'UDC, Dalla Svizzera • 802 Visite • Commenti disabilitati su I partiti di centro tollerano gli abusi

Lukas Reimann Consigliere nazionale UDC, Wil  (SG)

Lukas Reimann
Consigliere nazionale UDC, Wil (SG)

La mia iniziativa parlamentare (12.484) chiede che delle persone viventi illegalmente in Svizzera (i cosiddetti “sans-papier” e i richiedenti l’asilo respinti) non abbiano più diritto all’assicurazione-malattia obbligatoria. La prassi attuale è infatti fonte di abusi, viola il principio della solidarietà alla base del nostro sistema d’assicurazione-malattia, e spinge i premi verso l’alto. L’aiuto d’emergenza e l’assistenza medica di base rimangono beninteso acquisiti.

 

Riunita in seduta lo scorso 8 novembre, la Commissione della sicurezza sociale e della sanità (CSSS) del consiglio nazionale ha respinto la mia iniziativa con l’appoggio dei partiti di centro. Le persone viventi illegalmente in Svizzera hanno oggi diritto a tutte le prestazioni dell’assicurazione-malattia obbligatoria. Questa prassi abusa del principio di solidarietà alla base dell’assicurazione-malattia sociale. Questa constatazione s’impone, tanto più che queste persone hanno pure diritto ai contributi per la riduzione dei premi. Ne derivano degli enormi problemi amministrativi e, per esempio, delle procedure giudiziarie irrealizzabili perché queste persone non hanno alcuno statuto giuridico, né tantomeno un domicilio e un indirizzo. Per delle ragioni di protezione dei dati, gli assicuratori non hanno il diritto d’informare le polizie cantonali degli stranieri su persone viventi illegalmente in Svizzera. Diverse organizzazioni di sans-papier sfruttano astutamente e sistematicamente questa lacuna nel sistema informativo. E ciò a spese dei contribuenti e degli assicurati che pagano i loro premi!

 

Questa prassi spalanca le porte agli abusi, una constatazione confermata dalla realtà. Delle compagnie d’assicurazione confermano che i sans-papier si annunciano soltanto quando sono esposti a dei costi medici elevati. Questo modo d’agire è contrario al principio di solidarietà che ispira il nostro sistema di assicurazione sociale. L’assenza di premi a copertura di questi casi deve essere compensata dagli altri assicurati. Ancora una volta, i partiti di centro giustificano con la loro inazione l’atteggiamento dei sans-papier, dando addirittura loro gli stessi diritti delle straniere e degli stranieri annunciati correttamente. Questo comportamento è incomprensibile. Si sa benissimo, per bocca del personale curante e dei medici, che oggi delle intere sezioni di ospedali e di istituti psichiatrici sono occupati da richiedenti l’asilo. Questo problema viene sistematicamente occultato e non è oggetto di alcuna indagine o statistica, perché tutti questi casi sono coperti dall’assicurazione-malattia obbligatoria. Le conseguenze finanziarie di questa situazione sono, in compenso, reali ed enormi.

 

Un’esclusione dei sans-papier e dei richiedenti l’asilo respinti dall’assicurazione-malattia di base non viola assolutamente il diritto garantito costituzionalmente all’aiuto d’emergenza, compresa l’assistenza medica necessaria alla sopravvivenza, che qualunque persona vivente in Svizzera può rivendicare. Indipendentemente dalla presenza di un’assicurazione, queste persone hanno diritto a un’assistenza medica minima.

 

Non è per nulla sorprendente che la sinistra politica, che da sempre s’impegna a favore di una ridistribuzione massima imposta dallo Stato – anche a profitto dei clandestini – voglia mantenere la situazione attuale. Ma si fa fatica a comprendere perché i partiti di centro rifiutino ancora una volta di agire contro gli abusi nel settore della migrazione e delle assicurazioni sociali. Un atteggiamento tanto più condannabile, tenuto conto dell’attuale dibattito sull’alleggerimento delle imposte gravanti sulle famiglie.

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