I partiti di centro impediscono l’eliminazione degli abusi nell’assicurazione-disoccupazione

Lug 9 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 504 Visite • Commenti disabilitati su I partiti di centro impediscono l’eliminazione degli abusi nell’assicurazione-disoccupazione

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Oggigiorno, quasi una persona su due a beneficio di prestazioni dell’assicurazione-disoccupazione (AD) è straniera. Un rapporto pubblicato la settimana scorsa dalla Confederazione conferma che gli immigranti percepiscono indennità di disoccupazione fino a tre volte più dell’ammontare dei loro premi AD. Nonostante questi fatti allarmanti, una maggioranza di centrosinistra della Commissione dell’economia del Consiglio nazionale ha respinto un intervento parlamentare dell’UDC volto a prevenire gli abusi commessi dagli immigranti nell’assicurazione-disoccupazione.  L’annuncio fatto a gran voce da qualche partito di centro lo scorso fine settimana, di voler dare un giro di vite agli stranieri nelle nostre istituzioni sociali, è già dimenticato solo qualche giorno più tardi. È evidente che questi partiti non vogliono né limitare, né controllare l’immigrazione in Svizzera.
L’immigrazione di massa tuttora incontrollata che la Svizzera sta subendo, carica sempre di più le nostre istituzioni sociali. La situazione s’aggrava in particolare per l’assicurazione-disoccupazione. Un beneficiario su due d’indennità di disoccupazione è straniero. Inoltre, gli immigranti percepiscono, a seconda della loro origine, delle prestazioni di disoccupazione fino a tre volte superiori all’ammontare dei premi che versano. Se la situazione dovesse continuare a degradarsi, i costi che ne risulterebbero per la collettività esploderebbero. Le prime vittime sarebbero i salariati svizzeri che pagano più premi di quanto percepiscano in prestazioni di disoccupazione. Per l’UDC è evidente che una persona immigrata di recente per esercitare un’attività lucrativa e che ha perso l’impiego, deve lasciare la Svizzera. È del tutto logico che, per avere diritto alle prestazioni di disoccupazione, occorra aver pagato i premi per un tempo sufficiente.
Il centrosinistra incrocia le braccia
Attualmente, chiunque abbia pagato i premi per almeno dodici mesi ha diritto alle indennità di disoccupazione. Gli immigranti di provenienza UE hanno inoltre il diritto di conteggiare in questa durata minima di 12 mesi i premi versati nel loro paese d’origine (principio della totalizzazione). Il che significa che un cittadino UE può praticamente incassare in Svizzera delle prestazioni di disoccupazione fin dal primo giorno, se ha in precedenza lavorato nell’UE e perde già dopo un solo giorno il suo impiego in Svizzera. Un crescente numero di stranieri in soggiorno di breve durata approfitta oggi di questa regolamentazione ingiustificabile, ciò che equivale manifestamente a un abuso. Anche la limitazione dei diritti alle assicurazioni sociali è un fattore determinante nello sforzo di ridurre l’immigrazione sopprimendo degli incentivi controproducenti del sistema attuale. Approvato da popolo e cantoni il 9 febbraio 2014, l’articolo costituzionale sulla gestione e la limitazione dell’immigrazione prevede perciò esplicitamente la possibilità di limitare i diritti alle prestazioni delle assicurazioni sociali.

 

In un intervento parlamentare, il gruppo UDC proponeva quindi che la durata minima di versamento dei premi sia raddoppiata e portata a 24 mesi, e che i premi debbano essere pagati in Svizzera.

 

La Commissione dell’economia e dei tributi (CET) del Consiglio nazionale ha respinto questa proposta con il voto contrario di tutti tranne che dell’UDC. Conclusione: gli altri partiti accettano gli evidenti abusi nelle assicurazioni sociali e rifiutano di limitare l’immigrazione.
UDC Svizzera

Berna, 1° luglio 2015

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