I giudici stranieri sono già fra di noi

Apr 21 • L'opinione, Prima Pagina • 288 Visite • Commenti disabilitati su I giudici stranieri sono già fra di noi

Patanegra

Porcherie

Non è da ieri che mi chiedo se la nostra battaglia politica contro i “giudici stranieri” sia appropriata o no. Essa mira a quelli che a Lussemburgo (CGUE) e a Strasburgo (CEDU), con le loro decisioni (e con la benedizione della Berna federale) riducono il diritto svizzero a una farsa e fanno carta straccia della nostra Costituzione federale.

Ma per incontrare dei “giudici stranieri” non abbiamo bisogno di intraprendere il viaggio attraverso l’Europa per andare a Lussemburgo o a Strasburgo. Questa categoria prospera felicemente molto più vicino, nel tranquillo “Mon Repos” di Losanna (Svizzera). Perché cercare lontano, quando il bene è così vicino a noi?

Lì si riunisce il nostro Tribunale federale. “Stranieri” nel vero senso della parola (provenienti dall’estero) i giudici in questione non lo sono veramente, semmai sono “estranei alla realtà”, credevo ingenuamente una volta. Nel frattempo, la rapida cadenza delle loro perlomeno curiose decisioni mi ha fatto ricredere.

Che nel „Mon Repos“, con assoluta mancanza di scrupoli, si ponga il diritto derivante da accordi internazionali (spesso nemmeno sanciti dal popolo svizzero) al di sopra del diritto costituzionale svizzero, è già di per sé scandaloso. Ma quasi peggio della non-applicazione del diritto svizzero, succede quando i nostri giudici supremi lo applicano.

Avrete indovinato che le mie osservazioni critiche sono rivolte alla recente sentenza del Tribunale federale, secondo la quale l’inserzione dell’UDC “ Kosovaro taglia la gola a Svizzero” (in italiano non è possibile il travisamento fatto nella versione tedesca, NdT) – descrizione di un fatto realmente accaduto – costituirebbe una discriminazione razziale (che ha portato alla condanna di due esponenti dell’UDC). Vi risparmio i dettagli di questa condanna, perché li potete trovare nella stampa quotidiana.

Il Tribunale federale è così riuscito ad abrogare la libertà di esprimere le proprie opinioni e di applicare una legge peraltro problematica (norma penale antirazzismo, art. 261bis del Codice penale) in modo ancora più stupido di quanto lo sia già di per sé. Ma forse non è successo tanto per ingenuità, quanto per un mirato obiettivo politico: il consiglio dei censori morali di Losanna ha apparentemente il terrore di una Svizzera razzista (sotto la guida dell’UDC, beninteso). Se fosse veramente così, sarebbe chiaramente opportuno “spegnere le luci” di Paranoia City!

Ancora una cosa sul citato art. 261bis del Codice penale: la fondazione IG Freiheit assegna ogni anno un premio alla legge “più stupida”. L’11 maggio sarà attribuito il prossimo trofeo. Candidata di punta è un’ordinanza UE che elenca i requisiti per l’utilizzo di guanti da forno e da grill, alla quale dovrebbe seguire l’adeguamento della legge federale sulle responsabilità dei produttori. Io avrei un’idea molto migliore…

Comments are closed.

« »