I “giudici stranieri” li abbiamo già in casa? – Il Tribunale federale e l‘incendiario

Set 21 • L'opinione • 658 Visite • Commenti disabilitati su I “giudici stranieri” li abbiamo già in casa? – Il Tribunale federale e l‘incendiario

Rolando Burkhard

Rolando Burkhard

„Omobono e gli incendiari“ è il titolo di una nota tragicommedia di Max Frisch del 1958. Bisogna pensare a quest’opera letteraria a seguito di una sentenza più tragica che comica che il Tribunale federale ha emanato il 20.7.2014. Con questa, i nostri giudici di Losanna hanno deciso che un Turco, condannato per incendio doloso a una pena detentiva di tre anni, non può essere espulso dalla Svizzera. Non c’è iniziativa-espulsioni che tenga.

 

L’incendio doloso è un crimine abominevole, perché con esso si mettono in grave pericolo delle persone. Un tempo, gli autori di tali delitti (come l’avvelenamento dei pozzi, l’incendio doloso, ecc.) venivano cosparsi di pece e di piume, poi messi alla ruota e squartati. Persino tutt’oggi questi delitti ricadono nella categoria dei “crimini di comune pericolo” (Art. 221 CPS). Se l’incolumità e la vita di persone è messa in pericolo, la pena detentiva prevista non può essere inferiore ai tre anni. E proprio al minimo di tre anni di pena è stato poi anche condannato il Turco (ci sono forse ancora nel nostro paese dei giudici che vadano anche solo una volta oltre l’obbligo assoluto del minimo di pena?).

 

Il peggio è questo: secondo il Tribunale federale, il citato Turco non può essere espulso dalla Svizzera (nonostante l’iniziativa-espulsioni – o forse proprio per quella?). In Turchia possiede una casa e ha quattro figli adulti avuti da un precedente matrimonio, ma oggi è sposato con una cittadina elvetica e con questa ha altri due figli in Svizzera. I giudici di Losanna hanno così ritenuto che, nonostante le “gravi colpe” del criminale, da loro peraltro riconosciute, il suo interesse personale a rimanere in Svizzera sia prevalente. La dipendenza servile del Tribunale federale dalla CEDU travalica qualsiasi immaginabile limite del buonsenso.

 

L’assurdità maggiore nella sentenza è data però forse dalle considerazioni del Tribunale federale a favore del criminale: una recidività sarebbe improbabile perché, dopo il matrimonio, il Turco ha commesso soltanto quell’incendio doloso, non sarebbe incorso in altri reati. È puro cinismo: intende forse dire il Tribunale federale che il buon uomo dovrebbe appiccare l’incendio a una o due ulteriori case, affinché possa finalmente essere allontanato dalla Svizzera? 

 

Il sovrano svizzero ha approvato chiaramente l’iniziativa-espulsioni. Che il nostro Tribunale federale, con la sua recente sentenza, non solo ignori ma addirittura sbeffeggi la volontà popolare, è estremamente scioccante! 

 

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