I “giudici stranieri” li abbiamo già in casa? – Dominio di stampo coloniale del Tribunale federale

Set 21 • L'opinione • 744 Visite • Commenti disabilitati su I “giudici stranieri” li abbiamo già in casa? – Dominio di stampo coloniale del Tribunale federale

Rolando Burkhard

Rolando Burkhard

In un recente articolo a titolo “Il Tribunale federale e l’incendiario” (apparso nella NZZ e pubblicato qui accanto), ho aspramente criticato il Tribunale federale. I nostri giudici hanno impedito l’espulsione di un incendiario, appellandosi pretestuosamente a motivazioni facenti capo alla CEDU, ignorando così la decisione popolare inserita nel diritto costituzionale svizzero straniero, addirittura sbeffeggiandola. 

 

Adesso, il nostro Tribunale federale amministrativo ha raddoppiato, portando ad absurdum questa norma costituzionale con una recente sentenza. Richiamandosi alla Direttiva dell’UE sul rimpatrioe alla giurisprudenza della Corte europea, ha sentenziato che l’Ufficio federale della migrazione (UFM) non potrà più in futuro imporre un divieto d’entrata a tempo indeterminato, nemmeno nei confronti di stranieri che costituiscono un grave pericolo per la sicurezza pubblica. Si tratta di un Bosniaco immigrato nel 2009, che in questo paese ha commesso più di 30 furti con scasso in 11 mesi, per un bottino di circa 375’000 franchi, e che, condannato a una pena detentiva di tre anni, era stato espulso dalla Svizzera con intimazione da parte dell’UFM di un divieto d’entrata a tempo indeterminato.

 

Ma l’assurdo in tutta questa storia è che il Tribunale federale amministrativo si richiama nella sua sentenza non solo al diritto UE, bensì anche alla nuova norma costituzionale inerente all’espulsione dei criminali stranieri (che mira a un inasprimento del trattamento dei delinquenti stranieri). Questo articolo non comporta finora alcuna conseguenza diretta, perché il Parlamento non l’ha ancora messo in vigore. Che il primo effetto dell’iniziativa-espulsioni – dice addirittura la NZZ – secondo la sentenza del Tribunale federale amministrativo non solo non costituisca un inasprimento, bensì un allentamento proprio del divieto d’entrata nei confronti dei criminali stranieri, è a dir poco “piuttosto sorprendente”.   

 

I nostri giudici supremi (Tribunale federale e Tribunale federale amministrativo) stanno diventando, passo dopo passo, dei moderni landfogti che – sostenuti dal diritto e dalla giurisprudenza stranieri – ignorano, si fanno beffe o portano ad absurdum il diritto costituzionale svizzero, e con esso le decisioni del popolo svizzero. L’arroganza del Tribunale federale ha superato ogni limite.    

 

Non si può fare a meno di ricordare Tell e il landfogto Gessler. E si rimpiangono i tempi in cui i Confederati sapevano ancora difendersi da questi intrighi. Naturalmente non sono per ammazzare questi moderni Gessler, ma un freno a questo dominio di stampo estremamente coloniale e arrogante si dovrebbe pur porlo. Per esempio, diventando molto più cauti nell’eleggere e rieleggere questi nuovi landfogti nel nostro Parlamento.  Solo i vitelli più stupidi votano per i propri macellai.  

 

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