I Giovani UDC Ticino contro Locatelli

Set 26 • Dal Cantone, Dall'UDC, Prima Pagina • 490 Visite • Commenti disabilitati su I Giovani UDC Ticino contro Locatelli

Daniel Grumelli Presidente Giovani UDC Ticino

Daniel Grumelli
Presidente Giovani UDC Ticino

La domenica del 25 settembre è alle porte. Ormai si è capito da un bel po’ di tempo che tutti temono un 9 febbraio bis. Disastro economico per il nostro cantone o la non ricevibilità dell’iniziativa? Ebbene niente di tutto ciò, bensì quel concetto basilare che si chiama “preferenza indigena”. Eppure molti ancora stentano a metterla in pratica ecco perché con “Prima i nostri” si vuole dare un cambio di rotta al mondo del lavoro in Ticino.

Antonio Locatelli, coordinatore provinciale dei frontalieri VCO, prende posizione sul tema in votazione. Posizione non molto gradita anche da noi Giovani UDC!

Costui definisce l’iniziativa insostenibile e poco democratica. Già il fatto di andare al voto e quindi far sì che sia il popolo a decidere in merito, rende il tutto democraticamente corretto, in più noi (G)UDC, in quanto promotori, siamo coscienti di una possibile sconfitta al voto.

Per quanto riguarda l’insostenibilità, la cosa è ovviamente soggettiva. Ovvio che per Locatelli e i frontalieri che rappresenta è inconcepibile un’iniziativa del genere. Ma quando vi sono migliaia di disoccupati e soprattutto giovani in cerca di lavoro o un posto di tirocinio e vengono lasciati letteralmente a casa pur avendo l’interesse o le qualifiche per un’assunzione in favore di uno o più frontalieri, una soluzione bisogna trovarla. Noi l’abbiamo trovata e più di 11mila cittadini l’hanno sostenuta durante la campagna firme. Non siamo gli unici stufi di pagare le conseguenze di questa concorrenza sleale, bensì un intero Cantone, con migliaia di persone a casa all’ardua ricerca di un lavoro.

Se proprio bisogna identificare una vittima, di certo non è il frontaliere.

E poi basta con la solita scusa, ormai senza senso, che i frontalieri fanno quei lavori che i Ticinesi non vogliono fare. È un concetto legato al passato, a venticiqnue anni fa. Solamente negli ultimi anni si sono creati più di diecimila posti di lavoro nel terziario e quasi tutti destinati a frontalieri. Muratori o manovali? Macché, oggigiorno vi sono impiegati di banca frontalieri, addetti alla vendita, negozianti, cuochi, rappresentanti aziendali, impiegate in economia domestica e molti altri mestieri. Più di 62 mila posti di lavoro che non vogliamo fare? Tutti in fabbrica? Basta attaccarsi a certe idee. Bisogna aprire gli occhi.

E quando leggi di persone che a quanto pare hanno una responsabilità come Locatelli di proporre il blocco degli accordi bilaterali, e forse anche il blocco delle frontiere? Lascia presupporre che con questa persona non si può dialogare. Davvero possiede tale influenza politica? Non crediamo proprio. Tante parole e pochi fatti. Comoda la cadrega?

 

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