Herz ist Trump’f!

Feb 10 • L'editoriale, Prima Pagina • 706 Visite • Commenti disabilitati su Herz ist Trump’f!

Eros N. Mellini

Eros N. Mellini

Chi sa giocare a Jass, il gioco di carte svizzero per antonomasia, capirà il gioco di parole insito nel titolo di questo editoriale. A turno, a ogni mano un giocatore è chiamato a dichiarare quale seme sarà la briscola della mano stessa, atout che in tedesco si chiama “Trumpf”. “Herz ist Trumpf” significa perciò letteralmente “l’atout è cuori”.

Nel gioco della politica internazionale – cui la Svizzera è decisamente meno portata che non allo Jass – fra carte (poche), scartine (tante) e briscole, è apparso da poco tempo anche quello che, almeno di nome, possiamo attenderci essere un atout di rilevante importanza: un Trump’f.

Personalmente non mi affretto a formarmi un’opinione su Donald Trump, primo perché è troppo presto, secondo perché non sono affari miei e, soprattutto, terzo perché, pur avendo un’alta opinione di me stesso, sono ben conscio che le possibilità che i miei giudizi possano influire su decisioni che potrebbero cambiare il mondo sono un tantino scarse.

Durante la campagna elettorale lo ritenevo un personaggio piuttosto improponibile ma che, da spettatore esterno, speravo vincesse per due ragioni: la prima era che l’avversaria, Hillary Clinton, era ai miei occhi più improponibile di lui; la seconda era che, al di là delle due persone in questione, quale militante UDC le mie simpatie vanno decisamente più a un’amministrazione USA di stampo repubblicano che non democratico.

Nel frattempo, Donald Trump è stato eletto presidente degli Stati uniti, per la gioia degli uni e per la rabbia (scaduta in reazioni a dir poco abnormi) degli altri. Il 20 gennaio 2017 si è insediato alla Casa Bianca e … meraviglia delle meraviglie, ha immediatamente cominciato a mantenere le promesse fatte durante la campagna elettorale. Inutile dire che le mie simpatie, che prima riservavo solo al suo partito, si stanno estendendo a vista d’occhio sempre più anche al personaggio sul quale, prima delle elezioni, nutrivo le citate perplessità. Perché – per la prima volta su questi schermi – sta coerentemente mantenendo quanto promesso ai suoi elettori, calpestando (finalmente) il falso tabù del “politicamente corretto”, dogma invece intangibile delle classi politiche di tutto l’Occidente. Talmente “intangibile” che l’establishment – diventato tale e consolidatosi nel tempo proprio grazie a un’astuta coltivazione di questo concetto fra la gente comune – ora sta tremando nel timore, o meglio nel terrore, che la “malattia” si diffonda endemicamente presso le proprie popolazioni, togliendole il terreno sotto ai piedi. A Brexit in primis, ma anche all’avanzata dei movimenti nazionalisti in quasi tutti gli Stati dell’UE con rigurgiti di secessione, si aggiungono ora anche i segnali di quella che promette essere la politica USA di Trump: “America first”, sganciamento della NATO, muro con il Messico, strizzatina (per il momento) d’occhi verso la Russia di Putin, veto d’entrata negli States a cittadini di determinati paesi musulmani, eccetera, tutte azioni che il “politicamente corretto” considerava solo azzardate esternazioni in campagna elettorale, ma comunque impossibili da realizzare. Un aforisma di Albert Einstein recita: “Tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare, finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la realizza”. Si adatta perfettamente a Donald Trump, e nessuno dei suoi detrattori può in tutta coscienza rimproverargli di non aver dichiarato apertamente le sue intenzioni durante la campagna, semmai lo si può accusare di NON aver girato le carte in tavola – come ormai prassi usuale delle classi politiche di tutti i paesi sedicenti democratici, Svizzera compresa – e di realizzare proprio ciò per cui i suoi elettori hanno votato per lui.

Ciò ha provocato un putiferio pazzesco fra i politicanti del mondo occidentale i quali, starnazzando come oche isteriche, s’illudono di fermare quello che, a mio avviso, è un processo di democratizzazione – magari ancora un po’ incerto e nebuloso – di cui tutto il mondo ha bisogno. Il loro insistere a denigrare Trump e le sue decisioni, è indice di disperazione per la progressiva perdita di un giocattolo che fino a poco fa ritenevano saldo nelle loro mani. Con le relative prebende e privilegi che l’accompagnavano.

Perché gli elettori americani hanno eletto Trump? Giustamente, perché ha promesso loro di agire in modo “politicamente scorretto”. Perché l’avanzata dei movimenti nazionalisti negli Stati dell’UE? Perché promettono, se al potere, la “scorrettezza politica. Ciò non significa necessariamente agire in modo illegale, bensì porre semplicemente i paletti del buonsenso a una politica irresponsabile e, non di rado, basata sulla corruzione e sulla disonestà e, quasi sempre, sull’interesse personale.

Negli USA, sembrerebbe essere il “politicamente scorretto” a decidere l’atout con cui si giocherà questa mano di quattro anni. Succederà presto anche in Europa e, soprattutto in Svizzera? Lo spero vivamente: Herz ist Trump’f!

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