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Giu 24 • L'opinione, Prima Pagina • 610 Views • Commenti disabilitati su GRexit, BRexit, SPexit, Pexit…

Urs von der Crone Presidente ds-SVP Tessin

Urs von der Crone
Presidente ds-SVP Tessin

Negli ultimi decenni l’UE s’è mossa in una sola direzione: il numero dei suoi membri è aumentato. Che da questa associazione ci si potesse anche togliere non ci aveva ancora pensato nessuno. Solo con le difficoltà economiche della Grecia si è cominciato a discutere più intensamente a questo proposito, ma piuttosto nel senso di sanzioni per un paese che non ha il controllo delle proprie finanze. Negli ultimi tempi si suppone addirittura che un’uscita dall’UE potrebbe anche essere un’opportunità per certi paesi. Questa decisione gravida di conseguenze è per la prima volta lasciata democraticamente ai cittadini della Gran Bretagna. In questa occasione, il grande deficit democratico nell’UE appare chiaro: in quale paese i cittadini hanno finora potuto esprimere la loro opinione circa l’appartenenza all’UE? Quando e dove è mai stato chiesto quanta ingerenza dei burocrati di Bruxelles negli affari nazionali si è disposti a tollerare? Chi mai, a suo tempo, ha potuto dire la sua sull’introduzione dell’Euro?     

 

In questi giorni che precedono la decisione del popolo inglese, si sono avanzate le più disparate speculazioni. L’Inghilterra, si dice, necessiterebbe di anni per riprendersi dalle conseguenze economiche di un’uscita dall’UE. Vedremo se queste prognosi si avvereranno. Forse non sono minacce del tutto disinteressate. Potrebbe essere che, con un’uscita degli Inglesi, l’UE quale organizzazione subirebbe degli svantaggi. È noto che Bruxelles ha soprattutto bisogno di Stati disposti e in grado di pagare. E ogni amministrazione artificialmente gonfiata ha generalmente paura che i pagamenti possano calare. Non solo in Inghilterra si sta diffondendo l’opinione che il denaro finora versato all’UE potrebbe essere impiegato in maniera assai più sensata ed efficiente nel proprio paese. Aspetteremo con ansia l’esito del referendum popolare in Inghilterra e speriamo che, il più presto possibile, siano effettuate simili votazioni anche in altri paesi. Per la Svizzera quale – non proprio disinteressata – osservatrice, una situazione emozionante!

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