Governo M5S-Lega, gli analisti finanziari: a ottobre in Italia sarà la catastrofe

Giu 1 • L'opinione, Prima Pagina • 253 Views • Commenti disabilitati su Governo M5S-Lega, gli analisti finanziari: a ottobre in Italia sarà la catastrofe

Dr. Francesco Mendolia

(Ho terminato di raccogliere le informazioni sui quotidiani oggi 21 maggio 2018; nel 1932 con l’arrivo a Londonderry in Irlanda del Nord, l’aviatrice Amelia Earhart diventa la prima donna ad avere trasvolato l’oceano atlantico in solitaria e senza scalo).

Dall’Europa, quella politica e delle grandi banche, sono già partite intimidazioni e minacce, dopo quanto è filtrato in tema di tasse, pensioni, reddito di cittadinanza e quant’altro del contratto di governo messo a punto da Lega e 5 Stelle. E le minacce potrebbero trasformarsi in guerra a ottobre, quando l’ombrello aperto sui nostri titoli di Stato da Mario Draghi grazie al Quantitative Easing verrà meno.

L’ombrello resterà aperto fino a settembre: fin lì, la Banca centrale europea continuerà nel programma di acquisto titoli deciso ormai da qualche anno e che ha contribuito in maniera decisiva a mantenere bassi i tassi d’interesse dei nostri titoli di Stato, consentendo al nostro Paese di pagare nel 2017 interessi sul proprio debito pubblico pari a 65,6 miliardi di euro, ovvero la cifra più bassa in valore assoluto dagli anni Novanta. Ma da ottobre…

Quanto è accaduto nel 2011 non è al momento immaginabile (spread a circa 540), ma il differenziale tra Btp e Bund che si è inerpicato a quota 170 punti è comunque un segnale. Non bastasse, il quotidiano Il Messaggero riporta gli analisti di Mediobanca che definiscono “semplicemente inaccettabile in Europa” la richiesta di cancellazione di una parte del debito pubblico del nostro Paese con l’Europa. Giuseppe Sersale di Anthilia Capital Partners, citato sempre dal quotidiano romano, la definisce una proposta “surreale e irrealizzabile”.

E tra gli operatori, scrive sempre Il Messaggero, si diceva ieri che “se davvero questo è il tono del dibattito, c’è da aspettarsi una fase di rapporti tempestosi con l’Europa”. Uno scenario che fino a settembre il nostro Paese potrà reggere, ma che rappresenta un’incognita quando da ottobre il fronte delle banche guidato dalla Bundesbank spingerà per chiudere i rubinetti. Per Marco Palacino di BNY Mellon “gli investitori danno già per scontato che il debito della periferia europea accuserà il colpo, per cui è lecito attendersi un aumento dello spread tra Btp e Bund nell’ultimo trimestre dell’anno”.

(Libero Quotidiano.it, 17 maggio 2018),

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La Catalogna sta diventando un problema di tutti

L’arresto di Carles Puigdemont in Germania ha cambiato le cose e ora l’Unione europea non può più restarne fuori.

La Catalogna sembra entrata in una nuova crisi, senza che fosse uscita dalla precedente. Domenica, l’ex-presidente catalano Carles Puigdemont, molto popolare tra gli elettori indipendentisti, è stato arrestato dalla polizia tedesca nello stato di Schleswig-Holstein, con l’aiuto dell’intelligence spagnola e sulla base di un mandato di arresto europeo diffuso dalla Spagna. Puigdemont aveva appena partecipato a una conferenza in Finlandia e aveva fatto perdere le sue tracce: stava cercando di tornare in Belgio in macchina per far sì che la sua richiesta di estradizione fosse analizzata dalla giustizia belga, considerata dai suoi avvocati più favorevole rispetto a quella di altri paesi europei, tra cui la Germania. Dopo avere passato la notte in carcere, un giudice dello Stato di Schleswig-Holstein ha deciso di tenerlo in prigione come misura cautelare – ha parlato di rischio di fuga – mentre un altro giudice deciderà cosa fare della richiesta di estradizione.

Puigdemont è accusato di ribellione, sedizione e malversazione per l’organizzazione del referendum sull’indipendenza della Catalogna, giudicato illegale dal governo e dalla magistratura spagnola, e per la sua successiva ambigua dichiarazione di indipendenza.

Le domande di estradizione per i cinque politici catalani dovranno ora essere esaminate dai giudici dei tre paesi coinvolti – Germania, Belgio e Regno Unito – che potrebbero arrivare a conclusioni diverse in tempi diversi. Omissis. L’Unione europea, nonostante le richieste provenienti da diverse parti, si è rifiutata finora di infilarsi nella questione catalana, facendo da mediatrice tra le parti o provando a fare pressioni sul governo spagnolo. Quello che si sono chiesti in molti negli ultimi mesi è: come può l’Unione Europea stare a guardare durante una crisi così grave, senza fare niente? Omissis.

Anche se la politica europea è per la maggior parte schierata dalla parte del governo di Madrid, ora che la crisi ha iniziato a coinvolgere direttamente altri tre paesi – Germania, Belgio e Regno Unito – la situazione potrebbe complicarsi.

(Il Post 27/3/2018 Elena Zacchetti)

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Via dalle banche verso FAMGA

La normativa PSD2 ha aperto delle nuove frontiere nel panorama del sistema bancario europeo. Per prima cosa vale la pena di capire di che cosa si tratta. L’Europa ha di fatto introdotto un concetto che in altri mercati era già penetrato, ovvero la possibilità per società di provenienza extra finanziaria di operare presso la clientela Retail (i risparmiatori) offrendo servizi tipicamente bancari. Non si tratta di una mera intermediazione come quella offerta da motori di ricerca che permettono di trovare ad esempio il mutuo più conveniente o adatto alle proprie esigenze, ma della possibilità vera e propria di raccogliere denaro, gestire il risparmio, proporre prodotti finanziari (es. azioni, fondi di investimento), prestare dei capitali. Insomma gran parte delle operazioni svolte normalmente dalle banche per come le conosciamo. Per fare questo è condizione necessaria e sufficiente nel mercato Europeo quella di ottenere una licenza ad operare. Alcune delle più importanti società che operano in rete, come ad esempio Facebook, hanno già ottenuto questa autorizzazione e si stanno preparando a sbarcare sul mercato. Omissis

Le 5 Sorelle, che spesso vengono raggruppate nell’acronimo FAMGA (Facebook, Apple, Microsoft, Google e Amazon), dimostrano di avere un appeal verso i risparmiatori europei.

(Il Blog di Diego Martone. 15/5/2018IL giornale .It)

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I 5 avvenimenti del passato che hanno cambiato l’economia

Ecco i 5 avvenimenti del passato che hanno cambiato l’economia globale:

1 La Crisi del 1929 

2 Le rivoluzioni del 1989: La caduta del muro di Berlino e la nascita del World Wide Web 

3 Il Trattato di Maastricht e l’introduzione dell’Euro

4 Le Olimpiadi di Pechino e le economie emergenti (BRIC)

5 La bancarotta di Lehman Brothers e l’ascesa di Obama 

 

(By admineconomia)

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