Gli stranieri criminali, una chance per la Svizzera?

Feb 18 • Dall'UDC, Prima Pagina • 856 Views • Commenti disabilitati su Gli stranieri criminali, una chance per la Svizzera?

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Al di là di qualche dettaglio nel catalogo delle infrazioni menzionate nei due testi, ciò che distingue l’iniziativa per l’attuazione dalla legge votata dal Parlamento, oltre al fatto di permettere direttamente l’espulsione di un maggior numero di “sans-papiers”, è la famosa clausola di “rigore” (o meglio, di protezione dei criminali). In tutti i casi – compresi i più gravi quali assassinii, stupri o traffico di droga – questa permetterà ai tribunali di non espellere degli stranieri da essi condannati, per motivi fra i quali si trovano solo gli interessi dei criminali, senza una parola su quelli delle vittime, grandi assenti nel testo del Parlamento.
Mentre che il nostro paese espelle oggi, con grande fatica, 500 stranieri criminali, accettando l’iniziativa saranno più di 10’000 gli stranieri condannati che annualmente dovranno lasciare la Svizzera. [1]
Ci si pone allora una domanda del tutto legittima: chi, in questo paese, ha interesse a che ogni anno delle migliaia di stranieri condannati per delitti gravi dai nostri tribunali, invece di tornare al loro paese restino da noi, a volte addirittura a nostre spese? Sapendo che fra questi stranieri criminali si contano parecchi recidivi, chi ha dunque interesse a che, se del caso, recidivino da noi (invece che a casa loro), ingombrando così le nostre prigioni e con la possibilità d’incontrare di nuovo le loro vittime?
Ecco, concretamente e precisamente, cosa c’è in gioco con la votazione del 28 febbraio.
Ecco anche su cosa vorremmo sentire un po’ di più dai rappresentanti di questa specie di santa alleanza che riunisce in modo sospetto la sinistra e il grande capitale e, in generale, tutti coloro che il sistema considera élite in tutti i settori (professori universitari, ex-consiglieri federali usciti per l’occasione dal loro pensionamento, eccetera).

Di fronte a queste autoproclamate élite, il popolo … Il popolo con un criterio abbastanza chiaro per decidere. Come scegliere nel modo giusto, privilegiando gli interessi, per non dire la comodità dei criminali, come purtroppo si sta già facendo da troppo tempo? Oppure, non è arrivata l’ora di rovesciare questa tendenza e dare di nuovo la priorità alle vittime e, in generale, alla sicurezza degli Svizzeri, certo, ma anche – ed è importante – dei 2 milioni di stranieri che risiedono da noi e che, nella stragrande maggioranza, rispettano le nostre leggi e hanno bisogno, come gli Svizzeri, di sicurezza?

Gli stranieri criminali, di tutta evidenza, non costituiscono una chance né per la Svizzera né (ancora meno) per le vittime. E nemmeno lo sono per le imprese attive nel nostro paese che, come noi semplici cittadini, hanno bisogno di sicurezza per prosperare (le grandi organizzazioni economiche l’hanno forse dimenticato?). Ecco quanto gli Svizzeri che non hanno ancora votato e che non hanno alcuna voglia di cedere alle pressioni e ai ricatti delle “élite” e dell’Unione europea, hanno la possibilità di ricordare fino al 28 febbraio.

Nel 2010, accettando l’iniziativa per l’espulsione degli stranieri criminali e mettendo contemporaneamente alla porta un controprogetto che il Parlamento, con la sua clausola di protezione dei criminali, tenta di far rientrare dalla finestra, sembrerebbe che il popolo non si sia fatto capire a sufficienza dalle “élite” e dal Parlamento. Ebbene, gli Svizzeri preoccupati della loro sicurezza e degli interessi delle vittime, hanno ancora l’occasione di ripetere il loro messaggio del 2010, questa volta in maniera più esplicita. È quanto permette loro di fare l’iniziativa per l’attuazione.

 

[1] Fonte : Ufficio federale di statistica

http://www.bfs.admin.ch//fr/index/themen/19/04/05/01/02.html

Jean-Luc Addor, consigliere nazionale, ex-giudice istruttore e avvocato, Savièse (VS)

Berna, 18 febbraio 2016

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