Gli Asburgo a pescare sul Lago di Lugano

Giu 28 • L'opinione, Prima Pagina • 237 Views • Commenti disabilitati su Gli Asburgo a pescare sul Lago di Lugano

Una delle rive più romantiche del Lago di Lugano: Oria con la Villa Fogazzaro-Roi in Valsolda (Foto: FAI)

Urs von der Crone
Presidente ds-SVP Tessin

Il ramo orientale del Lago di Lugano, quello che arriva a Porlezza, nella metà del 19° secolo era ancora saldamente in mano austriaca, più precisamente apparteneva agli Asburgo. Il poeta italiano Antonio Fogazzaro, nato a Vicenza, visse per alcuni anni a Oria, parte della Valsolda, scegliendo questa parte del Ceresio quale ambiente per diversi suoi romanzi (fra gli altri «Piccolo mondo antico»). Ai tempi della monarchia imperiale e reale, i funzionari asburgici godevano una vita tranquilla sul lago, trascorrendo anche qualche ora della loro giornata pescando. L’intendente di finanza, il sovrintendente alla chiesa, ma anche il prete, il farmacista, il medico e molti altri abitanti si dedicavano a questo tranquillo sport. Non sorprende che sul Lago di Lugano, ai tempi della guerra d’indipendenza italiana, anche gli eventi politici venissero discussi nella lingua dei pescatori. Uno dei funzionari asburgici era addirittura convinto che anche la monarchia imperiale e reale pescasse con l’amo. L’esca era la Lombardia, appartenente allora al regno asburgico, lo stupido pesciolino destinato ad abboccare sarebbe dovuto essere l’indipendente Piemonte (allora Regno di Sardegna). Milano era il tappo galleggiante: il suo muoversi avrebbe indicato che il Piemonte stava per abboccare. E in tal caso, sarebbe stata una cosa rapida…

Questo secondo la logica del pescatore nella monarchia imperiale e reale. Antonio Fogazzaro, sostenitore dell’unità d’Italia e, di conseguenza, del distacco del Lombardo-Veneto dagli Asburgo, racconta come la storia prese tutt’altra piega. È noto ciò che successe nelle guerre d’indipendenza italiane e come l’Italia unita si creasse partendo dal Piemonte. Nel romanzo, lo svolgimento storico dei fatti viene di nuovo spiegato con l’immagine del pescatore: il mondo apprese con stupore che il simpatico pesciolino Piemonte, nel 1859, non si limitò ad annusare l’esca Lombardia, bensì la divorò interamente assieme all’amo, alla lenza, alla canna da pesca e tutto quanto il resto… Milano, con tutta la Lombardia, divenne parte del nuovo Regno d’Italia. Non c’è da sorprendersi che Fogazzaro si esprima nella lingua dei pescatori: la sua villa di allora si situa ancora oggi poco dopo il confine svizzero, a Oria, direttamente sul lago. Essa appartiene al FAI (Fondo Ambiente Italiano) e può essere visitata. Il romanzo ambientato sul Lago di Lugano «Piccolo mondo antico» è scritto in italiano ed è ottenibile in diverse edizioni. Di seconda mano lo si trova anche nella traduzione in tedesco.

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