Giovani UDC: una realtà sempre più presente

Dic 15 • Dal Cantone, Dall'UDC, Prima Pagina • 102 Visite • Commenti disabilitati su Giovani UDC: una realtà sempre più presente

Festeggiati i 10 anni dalla rifondazione

 (enm) Domenica 3 dicembre i Giovani UDC Ticino hanno festeggiato alla Sala Aragonite di Manno i 10 anni da quando Lara Filippini rifondò, con pochi “intimi” ereditati dalla precedente, purtroppo non entusiasmante gestione, la sezione ticinese dei Giovani UDC Svizzera. Un traguardo che è stato ricordato con una festa in grande stile, organizzata dalla sezione oggi trainata con entusiasmo dal presidente, Daniel Grumelli, coadiuvato dal vicepresidente Diego Baratti e dalla cassiera/responsabile logistica, Idil Kopkin. La squadra organizzatrice era naturalmente più numerosa ma, per motivi di spazio e per non incorrere in qualche dimenticanza, citiamo solo i tre membri delle Direttiva cantonale.

La parte ufficiale è stata aperta dalla deputata in Gran Consiglio, Lara Filippini, che ha fatto un po’ la cronistoria della sezione, da lei rifondata e presieduta per quattro anni dopo i quali, eletta in Gran Consiglio, cedette lo scettro (si fa per dire, non è che l’UDC sia improvvisamente diventata monarchica) ad Alain Bühler cui subentrò, nel 2016, l’attuale presidente Daniel Grumelli. Nella sua allocuzione, non ha mancato di stigmatizzare la tendenza dei deputati politici ai vari livelli dell’UDC cantonale a contare solo sui giovani per il lavoro in piazza, in particolare la raccolta delle firme per iniziative e referendum. “Dichiarare di voler essere in prima linea nel raccogliere le firme è facile,– ha detto – soprattutto a mezzo stampa, ma poi di fronte a grandi battaglie come la prossima che ci aspetta – la disdetta dei bilaterali – ci vorranno veramente TUTTI adulti e giovani presenti nelle varie piazze di raccolta, perché è in gioco la nostra indipendenza e il nostro benessere. Non possiamo e non dobbiamo fallire!”

 

 

H a poi preso la parola il presidente di UDC Ticino, Piero Marchesi che, ringraziando sezione giovanile per l’ottimo lavoro svolto e tessendone l’elogio incondizionato, l’ha definita la “benzina” per il futuro procedere del partito.

È stata poi la volta dell’ospite d’onore, l’ex-consigliere nazionale Hans Fehr – noto in Ticino per i suoi ricorrenti interventi nei dibattiti della RSI (in particolare Modem, su Rete 1) – il quale, esprimendosi in italiano, si è congratulato con i Giovani UDC Ticino e ha ricordato le sfide che attendono il partito nel 2018, in particolare la votazione sull’iniziativa per l’autodeterminazione (contro i giudici stranieri) e il lancio dell’iniziativa per l’abrogazione della libera circolazione delle persone.

Infine, la parola è andata al consigliere nazionale Marco Chiesa il quale, oltre a dare qualche consiglio ai giovani dall’alto della sua esperienza, ha parlato dell’impegno a Berna, traguardo che ha auspicato possa essere raggiunto anche da coloro che oggi fanno la loro parte a livello cantonale e nei gremi comunali.

La parte per così dire “mondana” consisteva in un pranzo a base di polenta, formaggella e salumi vari, cui i presenti hanno fatto il dovuto onore.

Un augurio e, purtroppo, anche un appunto: l’augurio è evidentemente quello di ogni successo ai nostri entusiasti Giovani UDC Ticino, affinché fra qualche anno ci si possa trovare di nuovo a festeggiare dei traguardi sempre più importanti. L’appunto va invece ai membri “adulti”, perlomeno quelli attivi (consiglieri comunali, membri del comitato cantonale, delegati nazionali): c’erano, naturalmente, i soliti fedelissimi “aficionados” UDC, ma ancora troppo scarsa, a nostro avviso, la loro presenza a questo evento peraltro debitamente annunciato e comunicato nei media. Gli sforzi dei giovani vanno debitamente riconosciuti e onorati partecipando di persona, altrimenti non dovremo meravigliarci se, disillusi, abbandoneranno la politica lasciando il partito senza ricambio generazionale. Grumelli e la sua squadra sono fortunatamente forti e ottimisti, e questa volta hanno metabolizzato senza grossi problemi la delusione. Ma non mettiamo a rischio la loro preziosa collaborazione, la prossima volta riempiamola la sala!

 

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